di Tindara Bonfiglio

I lettori più maturi ricorderanno Domenico Modugno che canta “U pisci spada”, canzone in cui si racconta la vera e drammatica storia del pesce spada maschio che protegge la femmina fino alla fine. Quando questa viene arpionata il compagno non l’abbandona, continua a nuotarle vicino e a condividere la tragica sorte del suo amore finendo anch’esso arpionato. Quella del pesce spada è una storia romantica di appassionata fedeltà.
La pesca del pesce spada che si pratica nello Stretto di Messina dal II secolo a.C. è una dura battaglia in mare dove a vincere non è sempre l’uomo. il pesce potrebbe difendersi con il suo peso che arriva fino a 300 kg trascinando un uomo in fondo al mare con la sua potenza.
Nel periodo riproduttivo i pescatori catturano prima la femmina, riconoscibile dalle maggiori dimensioni e dalla forma più massiccia rispetto al maschio, sanno che quest’ultimo non abbandonerà la sua compagna e cercherà di difenderla fino all’ultimo respiro.





La tecnica di pesca è tramandata da generazione in generazione e, seppure possa sembrare spietata, in realtà è selettiva: non distrugge l’ambiente marino e garantisce la sopravvivenza della comunità di pescatori delle coste siciliane e calabresi.
Lo spettacolo interessante e cruento della battuta di pesca avviene nello splendido stretto di mare color blu cobalto tra Scilla e Cariddi a bordo delle spadare o feluche, le caratteristiche imbarcazioni munite di un altissimo albero di vedetta o antenna dove c’è lo ‘ntnneri , cioè il pescatore che avvista e segue i movimenti del pesce spada e dà indicazioni all’equipaggio gridando e sventolando una bandierina bianca. Nella lunghissima passerella che parte dalla prua si apposta il fiocinatore, u lanzaturi.
Una volta catturato, un pescatore incide con le unghie su un lato della guancia del pesce spada a caddata da cruci, un simbolo per riconoscere il valore con cui l’animale ha combattuto. Il pesce spada muore da cavaliere, con onore!
I pescatori con un antico rituale “incantavano” il pesce quando lo avvistavano per farlo avvicinare alla barca sciorinando delle cantilene in dialetto siciliano e calabrese mischiato al greco antico, la vulgata diceva che con un’altra lingua il pesce sarebbe scappato.
Una leggenda narra che i Mirmidoni, un leggendario popolo greco che aveva seguito Achille nella guerra contro Troia, si gettarono in mare disperati alla morte dell’eroico guerriero. Teti, divinità marina e madre del semidio, commossa per tanta devozione, li trasformò in pesci armati di una spada ma dall’animo gentile.
La spada o gladio è l’arma che può salvare il pesce da situazioni pericolose o aiutarlo a procacciare il cibo. Una sua peculiarità è che non ha squame né denti, inoltre ha una temperatura corporea di una decina di gradi più calda dell’acqua in cui nuota poiché è un pesce dal sangue caldo.
Il pesce spada è forte e robusto, è un pesce azzurro le cui carni sono squisite e digeribili. È uno dei piatti più amati e prelibati sulle nostre tavole con un ricettario molto vasto.
Il periodo migliore per mangiarlo è da aprile a ottobre quando possiamo trovarlo fresco nei mercati, la pesca invece è vietata nel resto dell’anno. Ecco alcune gustose ricette da provare.

PESCE SPADA ALLA GHIOTTA
Ingredienti per 4 persone
- 4 fette di pescespada
- Una cipolla
- Uno spicchio d’aglio
- 250 gr di pomodori pelati
- 150 gr di olive verdi denocciolate
- Un cucchiaio di capperi
- Un ciuffo di prezzemolo
- Un gambo di sedano
- Sale e pepe q. b
In un tegame fare appassire la cipolla affettata con l’olio e un trito di aglio, sedano e prezzemolo. Unire i pelati, i capperi, le olive e fare cuocere per una decina di minuti. Salare poco, pepare e aggiungere le fette di pesce spada, unendo se necessario poca acqua calda. Fare cuocere per un quarto d’ora.

RIGATONI CON PESCE SPADA E MELANZANE
Ingredienti per 4 persone
- 400 gr di rigatoni o paccheri
- 300 gr di pesce spada
- 1 melanzana
- 300 gr di pomodorini
- 1 spicchio d’aglio
- Un ciuffetto di menta
- Sale e peperoncino
- Olio EVO
- Mezzo bicchiere di vino bianco
- Mandorle in scaglie
Tagliare la melanzana a quadratini e friggerli. Soffriggere in una padella l’aglio e il pesce spada ridotto a quadratini e privato della pelle, sfumare con il vino bianco, dopo aggiungere i pomodorini tagliati a metà e far cuocere per 10 minuti. Aggiungere le melanzane fritte, la menta e il peperoncino e spegnere il fuoco dopo qualche minuto. Tostare le scaglie di mandorle. Cuocere in abbondante acqua salata i rigatoni, scolarli e aggiungere la pasta al condimento. Regolare con un po’ d’acqua di cottura e spolverare con le mandorle e del prezzemolo.

INVOLTINI DI PESCE SPADA
Ingredienti per 4 persone
- 350 gr di pesce spada tagliato a fettine sottili
- 250 g di pangrattato
- 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
- 1 spicchio di aglio
- 100 ml di olio extravergine di oliva
- 1 cucchiaio pinoli
- 1 cucchiaio di capperi
- 1 cucchiaio di succo di limone
- 50 g di scamorza o provola
- prezzemolo fresco
- origano secco qb
- sale qb
Condire il pangrattato con l’aglio tritato, il parmigiano, i capperi, i pinoli, il succo di limone e il prezzemolo tritato. Spennellare le fettine di pesce spada con l’olio e farcirle con il mix di pangrattato e un dadino di scamorza. Formare un involtino avvolgendo le fettine in modo da non far fuoriuscire il contenuto. Infilzare gli involtini in un bastoncino di legno e cuocere gli spiedini ottenuti alla griglia o al forno a 180° per circa 8 minuti per lato.
