di Biancastella

Care amiche e cari amici, sta per iniziare una nuova rubrica e ve ne voglio parlare.
Ci sono viaggi che si preparano con mappe, itinerari, guide sottolineate e programmi dettagliati. E poi ci sono quelli che iniziano con due soli oggetti: un passaporto e un taccuino. Il resto, come sempre, si vedrà.
Questa rubrica, ispirata dalla nostra nuova amica Stefania Mossa, viaggiatrice compulsiva, nasce proprio lì, in quello spazio sospeso tra ciò che si pianifica e ciò che accade comunque. È un luogo dove i viaggi non vengono raccontati come imprese epiche, ma come una collezione di storie minime, incontri sfiorati, deviazioni improvvise e piccoli miracoli quotidiani. Perché, diciamolo, spesso le cose più memorabili succedono quando non stiamo cercando nulla in particolare.
Il passaporto è il lasciapassare verso l’altrove, certo. Ma il taccuino è il vero protagonista: raccoglie appunti scritti al volo su un treno che traballa, frasi ascoltate per caso in un bar troppo rumoroso, descrizioni di persone che non rivedremo mai più ma che, per qualche motivo, restano. È il contenitore di tutto ciò che non finisce nelle foto, ma che fa la differenza tra un viaggio e una semplice vacanza.
E poi c’è l’ironia, quella che ci salva quando il volo ritarda, quando sbagliamo fermata, quando il meteo decide di fare il contrario di ciò che avevamo immaginato. È l’ironia che trasforma un imprevisto in una storia, una complicazione in un aneddoto, un momento di caos in qualcosa da raccontare con un sorriso.
Passaporto & Taccuino Stories è questo: un mosaico di frammenti, un diario disordinato, una raccolta di episodi che non cambiano la vita ma la rendono più interessante. È un invito a viaggiare con leggerezza, a osservare con curiosità, a prendere appunti anche quando non sembra servire.
Perché ogni viaggio è fatto di storie. E ogni storia, se la guardi bene, è un viaggio. E viaggiare allunga la vita!


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