Proust e la musica

Chopin e Schumann nel cuore del Romanticismo

di Ritangela Tomasicchio

La musica 14 a cura di Biancastella

Nel secondo movimento di questo breve viaggio tra Proust e la musica, il nostro sguardo si posa su due figure che il Romanticismo ha consegnato all’immaginario europeo come simboli di fragilità ardente: Fryderyk Chopin e Robert Schumann. Proust li ascolta non come un critico, ma come un poeta che cerca nella musica un riflesso dell’anima, un varco attraverso cui far emergere emozioni che la prosa non riesce a trattenere. Biancastella

Se nella poesia dedicata a Mozart Proust aveva immaginato di essere nel Settecento, per descrivere la musica ineffabile di Fryderyk Chopin, il poeta si immerge nell’atmosfera dei sentimenti vari e tormentati del Romanticismo e, nella poesia seguente, si evidenziano tutti i sentimenti che la musica di Chopin suscita ancora oggi!

CHOPIN 
Chopin, mer de soupirs, de larmes, de sanglots
Qu'n vol de papillons sans se poser traverse
Jouant sur la tristesse ou dansant sur les flots.
Rêve, aime, souffre, crie, apaise, charme ou berce,
Toujours tu fais courir entre chaque douleur
L'oubli vertigineux et doux de ton caprice
Comme les papillons volent de fleur en fleur;
De ton chagrin alors ta joie est la complice:
L'ardeur du tourbillon accroît la soif des pleurs
De la lune et des eaux pâle et doux camarade,
Prince du désespoir ou grand seigneur trahi,
Tu t'exalte encore, plus beau d'être pâli,
Du soleil inondant la chambre de malade
Qui pleure à lui sourire et souffre de le voir...
Sourire du regret et larmes de l'Espoir!


CHOPIN (Traduzione di Maria Grazia Ferraris))
Chopin, mare di lacrime, di sospiri e singhiozzi
che una nube di farfalle traversa senza posarsi,
giuoco sulla tristezza o danza sulle onde.
Che tu sogni, ami, soffra, grida, calmi, incanti
o consoli vuoi sempre che fra ogni dolore scorra
la dolce vertigine di oblio del tuo capriccio,
come di fiore in fiore volano le farfalle.
Allora la gioia è complice delle tue pene.
Arde il vortice e accresce la sete delle lacrime.
Dolce compagno pallido della luna e delle acque,
principe di sconforto, gran signore tradito,
più bello di pallore, tu anche più ti esalti nel sole
che inonda la tua stanza da malato, che piange
se gli sorride e patisce di vederlo…
sorriso del rimpianto, lacrime della speranza!


Sia Chopin che Schumann nacquero nello stesso anno, il 1810, quindi furono immersi nell’identica atmosfera romantica e purtroppo ebbero la stessa vita travagliata afflitta dalla malattia. Quella di Chopin era fisica, la tubercolosi, quella di Schumann mentale, si suppone la schizofrenia. Col termine “guerre” si allude alla guerra nell’animo del musicista, ai suoi conflitti interiori, perché dotato di una doppia personalità, una lirica e sognante, l’altra irruenta.

Coerentemente col Romanticismo tedesco, nella musica di Schumann è presente la trascrizione panteistica della natura, ma con una delicatissima visione del suo ricco mondo interiore: i fiori, il canto degli uccelli, la quiete notturna. Come già citato nell’articolo del 24 marzo u.s. di Angela Montemurro su questo stesso Blog, Schumann era convinto di sentire gli angeli, che gli suggerivano la sua musica, ma alla fine quegli angeli diventarono demoni e tentò il suicidio.

SCHUMANN
Du vieux jardin dont l’amitié t’a bien reçu,
Entends garçons et nids qui sifflent dans les haies,
Amoureux las de tant d’étapes et de plaies,
Schumann, soldat songeur que la guerre a déçu.

La brise heureuse imprègne, où passent des colombes,
De l’odeur du jasmin l’ombre du grand noyer,
L’enfant lit l’avenir aux flammes du foyer,
Le nuage ou le vent parle à ton cœur des tombes.

Jadis tes pleurs coulaient aux cris du carnaval
Ou mêlaient leur douceur à l’amère victoire
Dont l’élan fou frémit encor dans ta mémoire;
Tu peux pleurer sans fin: Elle est à ton rival.

Vers Cologne le Rhin roule ses eaux sacrées.
Ah! que gaiement les jours de fête sur ses bords
Vous chantiez! - Mais brisé de chagrin, tu t’endors...
Il pleut des pleurs dans des ténèbres éclairées.

Rêve où la morte vit, où l’ingrate a ta foi,
Tes espoirs sont en fleurs et son crime est en poudre...
Puis éclair déchirant du réveil, où la foudre
Te frappe de nouveau pour la première fois.

Coule, embaume, défile aux tambours ou sois belle!
Schumann, ô confident des âmes et des fleurs,
Entre tes quais joyeux fleuve saint des douleurs,
Jardin pensif, affectueux, frais et fidéle,
Où se baisent les lys, la lune et l’hirondelle,
Armée en marche, enfant qui rêve, femme en pleurs!

SCHUMANN (Traduzione di Alessandra Ponticelli Conti)
Del vetusto giardino che amico ti accolse,
Giovani voci e nidi senti trillare tra le siepi,
Innamorato stanco di fatiche e ferite,
Schumann, sognatore soldato che la guerra deluse.

L’aura felice, dove sfrecciano colombe,
del profumo di gelsomino intride l’ombra del grande noce,
Nel fuoco del camino il bimbo legge l’avvenire,
Nuvola o vento parla al tuo cuor di tombe.

Un dì piangevi tra il brìo del carnevale
Lacrime dolci disciolte nell’amara vittoria
La cui folle foga scuote ancor la tua memoria;
Piangi, piangi per sempre: ha vinto il tuo rivale.

L’acque sue sacre il Reno spinge verso Colonia.
Ah! Che canti, le feste, sulle rive.
Spossato dal dolore, t’addormenti…
Lacrime scendono nel chiaro delle tenebre.

Sogno ove la morta vive, ove l’ingrata serba la tua fiducia,
Fioriscono le tue speranze e svanisce il suo crimine…
Poi lampo straziante del risveglio, ove il fulmine
Ti atterra come la prima volta.

Scorri, diffondi i tuoi soavi aromi, sfila al suon dei tamburi ovver sii lieto!
Schumann, oh confidente delle anime e dei fiori,
Tra i tuoi argini ameni fiume santo dei dolori,
Giardino assorto, tenero, fresco e fedele,
Ove si baciano i gigli, la luna e la rondine,
Esercito in marcia, bimbo che sogna, lacrime di donna!

Ometto in questo articolo le poesie giovanili di Proust dedicate ai pittori famosi, per ragioni di spazio, riservandomi di farlo qualora riuscissi a reperire le foto delle loro opere d’arte., cosa purtroppo non facile.

Comunque, per chi volesse maggiori approfondimenti, consiglio la lettura di Marcel Proust, Poesie, Feltrinelli Editore, 2020.
Ritangela Tomasicchio


Con Chopin e Schumann si conclude questa breve esplorazione del rapporto tra Proust e la musica, un rapporto che anticipa molti dei temi che ritroveremo nella Recherche: la percezione sensibile, la trasformazione del ricordo, la fragilità dell’identità. Le poesie giovanili non hanno ancora la complessità dell’opera matura, ma ne rivelano già la direzione, la tensione verso un’arte capace di dare forma all’indicibile. Biancastella