Mozart e l’incanto di un mondo perduto
di Ritangela Tomasicchio

Pubblico con piacere questo primo contributo di Ritangela Tomasicchio, dedicato al rapporto profondo e sorprendente tra Marcel Proust e la musica. L’autrice esplora un aspetto meno noto ma decisivo della formazione proustiana: la sua precoce sensibilità sinestetica, la sua attenzione per le arti e il ruolo che i compositori – in particolare Mozart, Chopin e Schumann – ebbero nell’immaginario che avrebbe poi alimentato À la recherche du temps perdu.
Il saggio offre uno sguardo limpido e documentato sui versi giovanili di Proust, rivelando come in essi fossero già presenti i nuclei tematici e stilistici del suo capolavoro. Biancastella

I temi principali della Recherche du temps perdu si ritrovano già nei versi giovanili di Marcel Proust, quando frequentava i salotti aristocratici e letterari parigini ed amava ogni forma d’arte, dall’architettura alla pittura ed alla musica. Ma quest’uomo dalla cultura vastissima e dai mille interessi, all’improvviso, dopo la morte della madre nel 1905, si allontanò dai suoi amici e conoscenti e dalla vivace società della Belle Epoque che lo circondava, per chiudersi in un appartamento foderato di sughero, perché i suoi ricordi non fossero disturbati dai rumori e dalle vicende della vita di ogni giorno ed egli potesse esplorare la sua vita attraverso la memoria. E così nacque il suo capolavoro, A la recherche du temps perdu.
Nel contempo con Proust, erede del Simbolismo di Baudelaire, Verlaine, e Mallarmè, nasceva, dalle radici del Decadentismo ed in opposizione al realismo ed al naturalismo ottocentesco, il romanzo del Novecento che lasciava libero il flusso di coscienza del narratore, il quale, attraverso la memoria involontaria, suscitata da stimoli sensoriali occasionali, ricordava il suo vissuto e annullava il tempo passato.
Inoltre Proust con i suoi versi fluidi, privi di punteggiatura, con le sue metafore e col suo Modernismo, influenzerà in seguito anche il flusso di coscienza di James Joyce, ancora più criptico e cerebrale.
Già nei versi giovanili proustiani, però, c’erano le caratteristiche della sua opera più importante ed innovativa rispetto alla narrativa dell’Ottocento. La sua sensibilità, l’analisi delle opere d’arte, la capacità sinestetica innata di contaminare e fondere i suoi sensi di fronte alle emozioni e alle esperienze di vita, costituivano quell’humus che sarebbe esploso successivamente.
I versi giovanili furono scoperti solo nel 1979 e molti sono ancora inediti, perché protetti dal riserbo degli eredi di coloro che venivano descritti da Proust spesso con ironia spontanea, dissacrante e provocatoria per le loro abitudini ed i loro caratteri. Proust fu molto amico del padre di Ranieri di Monaco e per l’omosessualità dello scrittore la cosa attirò molti pettegolezzi. Lo scrittore chiese all’amico Pierre de Polignac di collaborare alla stesura del secondo volume della Recherche, A l’ombre des jeunes filles en fleur, ma lui rifiutò.
Mi soffermerò sui versi dedicati a Mozart e in seguito a Chopin e Schumann, cercando di evidenziare quelle caratteristiche predominanti degli artisti che poi saranno sviluppate nella Recherche e, soprattutto, per mettere in rilievo come lo scrittore con la sua sensibilità e la sua cultura fosse in grado di operarne un’acuta analisi.
Proust nutriva una grande ammirazione per Wolfang Amadeus Mozart, il musicista che era dotato di un orecchio assoluto che gli faceva riconoscere il suono delle note e comporre mentalmente le sue opere che nelle partiture non presentavano correzioni. ( Cfr articolo di Angela Montemurro apparso su questo blog il 19 dicembre 2025)
Mozart fu un grande giocatore e si riempì di debiti, ma Proust lo descrive per un altro suo vizio, quello di essere un grande seduttore che non si lasciava sfuggire né le nobildonne, né le servette, come anche le mogli degli amici e le allieve di pianoforte.
La poesia nasce dal suono argentino e malinconico di un clavicembalo e dal profumo dei fiori. I sensi, udito ed olfatto, stimolano sinesteticamente la fantasia di Proust. Ed il poeta immagina di essere nel settecento come spettatore di un’avventura del musicista bavarese, dallo sguardo ceruleo e freddo, vero principe della musica. La sua compagna è una focosa dama italiana, solo un’avventura passeggera. In un’ atmosfera rococò e languida, Mozart, che di solito veniva rappresentato come solare e gioioso, appare come un fantasma di un’altra epoca, ma l’ammirazione del poeta per il genio, annulla il tempo.
Segue la poesia e la traduzione.

MOZART
Italienne aux bras d'un Prince de Bavière
Dont l'œil triste et glacé s'enchante à sa langueur!
Dans ses jardins frileux il tient contre son cœur
Ses seins mûris à l'ombre, où têter la lumière.
Sa tendre âme allemande, – un si profond soupir! –
Goûte enfin la paresse ardente d'être aimée,
Il libro aux mains trop faibles pour le retenir
Le rayonnant espoir de sa tête charmée.
Cherubino, Don Giovanni! loin de l'oubli qui fane
Debout dans les parfums tant il foula de fleurs
Que le vent dispersa sans en sécher les pleurs
Des jardins andalous aux tombes de Toscane!
Dans le parc allemand où brument les ennuis,
L'Italienne encore est reine de la nuit.
Son Haleine e fait l'air doux et spirituel
Et sa Flûte enchantée égoutte avec amour
Dans l'ombre chaude encore des adieux d'un beau jour
La fraîcheur des sorbets, des baisers et du ciel.
Italiana tra le braccia di un principe di Baviera
Il cui occhio triste e gelido è incantato dal suo languore!
Nei suoi giardini freddi egli stringe contro il cuore
I suoi seni maturati all'ombra, dove poter nutrire la luce.
La sua tenera anima tedesca – un sospiro così profondo! –
Assapora finalmente l'ardente pigrizia di essere amato,
Affida alle sue mani troppo deboli per trattenerlo
La radiosa speranza della sua testa incantata.
Cherubino, Don Giovanni! lontano dall'oblio che svanisce
In piedi tra i profumi di tutti i fiori che calpestò
Che il vento disperse senza asciugarne le lacrime
Dai giardini andalusi alle tombe toscane!
Nel parco tedesco dove la nebbia vela le inquietudini
L'italiana è ancora la regina della notte
Il suo respiro rende l’aria dolce e spirituale
E il suo Flauto Magico trasuda amore
Nell’ ombra ancora calda degli addii di una bella giornata
La freschezza dei sorbetti, dei baci e del cielo.
