Pereira a tavola: dall’omelette alla macedonia, la rivoluzione di un uomo solo

di Tindara Bonfiglio

La cucina della memoria: manoscritti e libri a cura di Biancastella

“Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate , soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. “ E’ l’incipit del bellissimo romanzo di Antonio Tabucchi.

Agosto 1938. Pereira è un ex giornalista di cronaca nera cui è affidata la pagina culturale del Lisboa, un mediocre giornale del pomeriggio di orientamento conservatore. Egli predilige gli elogi funebri degli scrittori scomparsi, i necrologi anticipati e si occupa di traduzioni letterarie dal francese.

Sostiene Pereira è la formula con cui Tabucchi racconta in modo minuzioso un momento tragico dell’esistenza del protagonista e della storia d’Europa nel clima dell’opprimente dittatura di Salazar e nell’infuriare della guerra civile spagnola alle porte.

 A chi e in quale circostanza Pereira racconti il mese cruciale della sua vita non è detto saperlo ed è lasciato alle supposizioni del lettore.

Pereira è un uomo di mezz’età, vedovo senza figli, obeso e cardiopatico. Solo e ossessionato dal pensiero della morte, la sua vita è scandita da una routine quotidiana rigida. Parla con il ritratto della moglie defunta a cui racconta le sue giornate, i suoi dubbi e le sue malinconie come se lei fosse ancora viva. Fa le cure termali in una clinica di Coimbra per curare il suo cuore e per i problemi di peso poiché è convinto di essere vicino alla fine. Invece di lavorare nella redazione centrale del Lisboa preferisce un soffocante ufficio dove per abitudine si lamenta del caldo e trova rifugio nella letteratura per non guardare la realtà politica del suo Paese, il Portogallo.

Pereira ha una celebre abitudine alimentare. Ogni giorno pranza al Cafè Orquidea dove consuma sempre omelette alle erbe e una limonata molto zuccherata. Mentre mangia intrattiene delle discussioni con il cameriere che gli dà notizie sulla situazione politica della città. In realtà mangiare e bere sempre la stessa cosa gli serve per fermare il tempo, come se nulla stesse cambiando, il cibo è il suo rifugio.

Tutto cambia quando nella sua vita entrano due giovani, il rivoluzionario Monteiro Rossi e la sua fidanzata Marta, che diventeranno due bizzarri quanto improbabili collaboratori. Questa collaborazione porterà ad uno sconvolgimento nella vita del giornalista, a una maturazione interiore e infine ad una presa di coscienza.

Nei loro incontri il cibo diventa lo specchio del divario generazionale tra il giovane idealista e il vecchio giornalista, ma Pereira comincia a “nutrirsi” di idee nuove. Il cibo non gli serve più per proteggersi attraverso una consolidata abitudine, ma diventa condivisione e complicità politica.

Gradualmente Pereira sostituirà la limonata carica di zucchero, una dolcezza con cui tentava di compensare l’amarezza della sua solitudine, con un altro alimento la macedonia che diventa la metafora della sua nuova vita, tanti frutti diversi che coesistono. Tutto avviene quando il dottor Cardoso, presso il suo soggiorno nella clinica termale, gli spiega la teoria psicologica dei medici Ribot e Janet della confederazione delle anime, secondo cui noi siamo un insieme di anime diverse guidate di volta in volta da un “io egemone”.

L’io egemone di Pereira, pigro e indifferente alla politica, sta per essere spodestato da un io egemone più vitale e coraggioso. Infatti Pereira ridurrà drasticamente lo zucchero nella limonata.

L’epilogo del romanzo è drammatico, Monteiro Rossi sarà ucciso pestato a morte dalla polizia politica.

Di fronte al cadavere del ragazzo, che lui ama ormai come un figlio, Pereira abbandona le sue vecchie ossessioni e le sue abitudini e compie un atto di Resistenza: scrive un necrologio per il giovane in cui denuncia apertamente i suoi assassini e la natura violenta del regime. Lascia Lisbona con un passaporto falso ma da uomo libero e non più da cittadino sottomesso.

Spesso tendiamo a nutrirci delle stesse idee e convinzioni così come degli stessi cibi, cambiare queste abitudini è il primo passo per risvegliare una coscienza talvolta addormentata.

RICETTE

L’Omelette alle erbe del Cafè Orquidea

Ingredienti (per una persona)

  • 2 uova
  • Un cucchiaio di latte o panna
  • Una noce di burro o un filo di olio extravergine di oliva
  • Erbe aromatiche tritate (timo, maggiorana, basilico, rosmarino, prezzemolo o erba cipollina)
  • Sale e pepe qb
  • Un pizzico di parmigiano grattugiato (facoltativo)
  • Per accompagnare un cucchiaio di mostarda di Digione e una limonata

Rompere le uova in una ciotola, unire il latte o la panna, un pizzico di sale, pepe e un po’ di parmigiano. Amalgamare alle uova le erbe tritate. Sciogliere il burro in padella a fuoco medio, versare il composto di uova e distribuire il liquido in modo uniforme, cuocerla solo sul lato inferiore, piegarla a metà mentre è ancora cremosa. Sfornarla e servirla ben calda.

Frittata al formaggio di Peiade

Peiade è la donna delle pulizie che tutte le mattina prepara a Pereira una frittata di formaggio racchiusa tra due fette di pane. A differenza dell’omelette la frittata è compatta e asciutta e di stampo casalingo.

Ingredienti

  • 3 uova
  • 50 gr di formaggio a pasta filante
  • 1 cucchiaio di latte
  • Sale e pepe
  • Olio extravergine d’oliva
  • Due fette di pane rustico

Sbattere le uova in una ciotola insieme al sale, al pepe e al latte. Tagliare il formaggio a cubetti molto piccoli o grattugiarlo grossolanamente e unirlo alle uova sbattute. Scaldare l’uovo in una padella e versare il composto. Cuocere a fuoco medio-basso coprendo con un coperchio per far gonfiare la frittata e permettere al formaggio di sciogliersi. Girare la frittata e lasciare dorare per un minuto. Lasciare intiepidire la frittata e inserirla tra le due fette di pane.

Macedonia autunnale

Ingredienti

  • 1 pera Abate o Decana
  • 1 mela Golden o Fuji
  • 100 gr di uva mista, bianca e nera
  • Grani di mezza melagrana
  • 1 caco vaniglia
  • 50 gr di castagne lessate
  • 30 gr di noci
  • Succo di 1 arancia e di ½ limone
  • 2 cucchiai di mele
  • 1 pizzico di cannella o di zenzero fresco (opzionale)

Lavare e tagliare a pezzi tutta la frutta e metterla in una ciotola. Irrorare con il succo di agrumi emulsionato con il miele. Prima di servire completare con le castagne a pezzetti, la frutta secca sbriciolata, i chicchi di melagrana e la cannella.




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