Musica Insieme compie quarant’anni e inaugura la stagione con il Festival Respighi

di Biancastella

Commenti ed eventi culturali a cura di Biancastella

Mercoledì 7 ottobre all’Auditorium Manzoni i Solisti Aquilani, Davide Trolton e Michele Campanella: Casella, Liszt, Taralli e Respighi, e il primo logo sonoro della Fondazione firmato da Giovanni Sollima

Due calendari si incontrano mercoledì 7 ottobre, alle 20.30, sul palco dell’Auditorium Manzoni di Bologna. Il Festival Respighi, giunto alla sua quinta edizione, si intreccia con il concerto inaugurale della XL Stagione di Musica Insieme, i Concerti 2026/27 con cui la Fondazione celebra i suoi quarant’anni di attività: un gemellaggio, nelle parole degli organizzatori, che promette di fare della serata un appuntamento fuori dall’ordinario.

A salire sul palco saranno I Solisti Aquilani, diretti dalla giovane bacchetta di Davide Trolton, insieme a Michele Campanella in veste di solista. Il pianista, vera e propria istituzione della scuola pianistica napoletana, festeggerà nel 2027 il doppio traguardo degli ottant’anni di età e dei sessanta di carriera.

Ad aprire la serata, però, sarà un omaggio. Giovanni Sollima, amico di lunga data di Musica Insieme, ha destinato all’anniversario il primo logo sonoro della Fondazione, una sorta di impronta musicale con cui il pubblico sarà salutato in occasione di tutti i concerti della Stagione 2026/27. Registrato a Bologna dallo stesso Sollima nel Teatro Mazzacorati 1763, alla guida di un ensemble di giovani violoncellisti legati alla città e ai 100 Cellos, il brano si ispira a un frammento della Ricercata Sesta di Giovanni Battista degli Antonii, uno dei “super eroi” di San Petronio, come li chiama lo stesso Sollima, da sempre profondamente legato alla scuola violoncellistica bolognese.

Il programma ruota attorno alla riscoperta del gusto per l’antico che attraversò il Novecento italiano, ma guarda anche all’oggi con Marco Taralli, che alle forme e ai caratteri della musica del passato rende omaggio riconoscendo, dice, “la tradizione come materia viva, capace di mutare forma e di parlare, ancora, al nostro tempo”. Di Taralli si ascolterà in prima esecuzione bolognese la Piccola Suite nello stile antico per piccola orchestra.

Il cuore pianistico della serata è affidato a due pagine di natura diversa. Il raro Concerto op. 69 per pianoforte, archi e percussioni di Alfredo Casella, tra i vertici dell’ultima stagione creativa del compositore, vedrà Campanella affrontarlo per la prima volta. Seguirà la Malédiction di Franz Liszt per pianoforte e orchestra d’archi, autore di cui Campanella è tra i massimi e più noti interpreti a livello internazionale.

A completare la seconda parte del concerto sarà il Trittico botticelliano di Ottorino Respighi, composto nel 1927. Genio italico, amore per l’antico e scrittura pittorica convivono in tre quadri sinfonici ispirati ad altrettanti celebri dipinti di Botticelli custoditi agli Uffizi di Firenze – La Primavera, L’Adorazione dei Magi e La nascita di Venere – dove un’orchestrazione trasparente evoca la luminosità e la grazia delle immagini rinascimentali.

C’è infine un dettaglio che dà alla serata il sapore di un cerchio che si chiude. A soli diciannove anni Michele Campanella vinse il prestigioso Premio internazionale “Alfredo Casella”: ora, a distanza di una vita, ritrova quel nome sul leggio e lo affronta per la prima volta.

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