Il menu gentile di Babette: quando cucinare esprime gentilezza

di Tindara Bonfiglio

La cucina della memoria: manoscritti e libri a cura di Biancastella

Oggi più che mai si sente il bisogno di praticare un linguaggio gentile che crei un confronto costruttivo e rispetto reciproco senza reazioni scomposte e dichiarazioni polemiche; un linguaggio che costruisca ponti tra le persone, senza perdere la forza delle proprie convinzioni ma esprimendole con responsabilità.

La gentilezza va ben oltre la cortesia individuale, perché è una risorsa per la convivenza civile e per le istituzioni democratiche.

Al cor gentile rempaira sempre amore” affermava Guido Guinizzelli, essere gentili di cuore è una nobiltà che non dipende dal rango sociale ma dalle virtù di una persona.

Ne Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupèry la gentilezza si manifesta soprattutto nel rapporto tra il Principe e la Volpe. Essa gli trasmette il valore dell’amicizia, dell’ascolto e della cura, attraverso il processo dell’“addomesticare”, inteso come creare un legame speciale con qualcuno.

 La gentilezza consiste quindi nel prendersi cura, nel riconoscere i sentimenti e i bisogni delle persone, nell’attenzione verso gli altri. “L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Un modo molto bello per esercitare una forma quotidiana di gentilezza è cucinare. I pasti e la tavola diventano il luogo in cui si costruiscono gli affetti e i legami. Preparare da mangiare per gli altri è forse la forma più concreta di gentilezza perché richiede tempo, attenzione e il desiderio di fare star bene.

La gentilezza si manifesta anche nella pazienza con cui si insegna una ricetta, nel collaborare e condividere gli ingredienti. La si può esercitare anche evitando gli sprechi e scegliendo con consapevolezza cosa portare a tavola.

 Un romanzo diventato un film che incarna il rapporto tra gentilezza, cucina e arte è Il pranzo di Babette di Karen Blixen, uno dei libri più intensi del Novecento.

Due anziane sorelle che vivono in un villaggio protestante della Norvegia, accolgono Babette, una profuga francese, in fuga dalla guerra civile. Quando Babette vince una forte somma alla lotteria, invece di tornare in Francia, spende tutto il denaro per offrire un meraviglioso banchetto francese agli abitanti del villaggio.

Babette mette a disposizione tutto il suo talento e si scopre che è una grande artista della cucina che ha sacrificato tutto per offrire quell’esperienza agli ospiti.

Attraverso questo romanzo la gentilezza si esprime attraverso un pranzo. Il suo banchetto dimostra un atto profondo di amore senza volere nulla in cambio.

Ogni piatto offerto nel pranzo di Babette è una metafora dell’arte. Creare è la sua vocazione e accade che durante il pranzo gli ospiti inizialmente rigidi e diffidenti tra di loro riscoprano la gioia e il perdono; il banchetto è quindi come un’opera d’arte, un’esperienza estetica e spirituale. Babette mette tutta se stessa nella creazione e il suo pranzo diventa il simbolo del potere dell’arte che crea condivisione e cambia le persone interiormente.

Più modestamente e senza velleità artistiche oggi si potrebbe pensare ad un menù ispirato al pranzo di Babette, più moderno, con piatti leggeri ma preparato con lo stesso spirito di generosità e bellezza.

RICETTE

Blini di grano saraceno

Ingredienti

  • 100 gr di farina di grano saraceno; 50 gr di farina 00; 250 ml di latte tiepido; 10 gr di lievito di birra; 1 uovo; 20 gr di burro fuso; ½ cucchiaino di sale

Sciogliere il lievito nel latte tiepido, mescolare le due farine in una ciotola e versare il latte fino ad ottenere una pastella liscia. Aggiungere il tuorlo, il burro fuso e il sale. Coprire e fare lievitare per 1 ora. Montare l’albume e incorporarlo alla pastella. Scaldare una padella leggermente imburrata, versare un cucchiaio di impasto per ogni blini e cuocerlo 1-2 minuti per lato. Condire con un cucchiaio di panna acida o formaggio spalmabile, una fettina di salmone affumicato, erba cipollina e pepe nero.

Risotto allo champagne e limone

Ingredienti per 6 persone

  • 480 gr di riso carnaroli; 1,5 l di brodo vegetale; 1 scalogno piccolo; 40 gr di burro; 2 cucchiai di olio EVO; 250 ml di Champagne o Franciacorta brut; Scorza grattugiata di 2 limoni biologici; Succo di ½ limone; 80 gr di parmigiano grattugiato; 30 gr di burro freddo per la mantecatura; sale e pepe bianco.

Soffriggere lo scalogno nell’olio e nel burro. Tostare il riso e bagnare con il vino, aggiungere il brodo caldo un mestolo alla volta, cuocere per 16-18 minuti. A fuoco spento aggiungere il parmigiano, il burro freddo, il succo del limone e la scorza dei limoni. Mescolare fino ad ottenere una consistenza cremosa e morbida.

Petto d’anatra glassato al miele e al timo

Ingredienti per 6 persone

  • 3 petti d’anatra di 350 gr ciascuno; 2 cucchiai di miele d’acacia; 1 cucchiaio di miele di castagno; 2 rametti di timo fresco; 1 cucchiaio di aceto balsamico; 1 noce di burro; sale e pepe nero

Incidere i petti formando una griglia senza tagliare la carne e salarla. Disporre i petti in una padella fredda con la pelle verso il basso e fare sciogliere il grasso per 8-10 minuti. Dopo che la pelle è diventata croccante e dorata eliminare il grasso fuso. Cuocere la carne per circa 3-4 minuti per lato, trasferire la carne su una gratella e farla riposare per 8 minuti. Nella stessa padella aggiungere ai succhi di cottura il miele, il timo, l’aceto balsamico e la noce di burro. Lasciare ridurre per 1-2 minuti. Tagliare la carne a fette spesse 1 cm, disporli in un piatto e napparli con la glassa al miele e al timo.

Savarin al rum e agrumi

Ingredienti per uno stampo di 22-24 cm (8 persone)

  • 250 gr di farina 00; 10 gr di lievito di birra fresco; 3 uova; 80 gr di burro morbido; 30 gr di zucchero; 5 gr di sale; 50 ml di latte tiepido

Per lo sciroppo

  • 500 ml di acqua; 200 gr di zucchero; Scorza di 1 arancia e di 1 limone; 120 ml di rum

Per la crema agli agrumi

  • 250 ml di panna fresca; 250 gr di mascarpone; 2 cucchiai di zucchero al velo; scorza grattugiata di 1 limone e 1 arancia

Sciogliere il lievito nel latte tiepido e unirlo in una ciotola con farina, zucchero e uova. Impastare fino ad ottenere un composto elastico, unire il burro morbido e il sale. Lasciare lievitare per 2 ore.

Imburrare uno stampo a ciambella e lasciare lievitare ancora per 40 minuti. Cuocere a 180° per 25 minuti e lasciare raffreddare completamente.

Per preparare lo sciroppo al rum portare ad ebollizione acqua, zucchero e scorze degli agrumi. Lasciare sobbollire per 5 minuti. Spegnere il fuoco e aggiungere il rum. Fare intiepidire. Versare lo sciroppo su tutta la superficie del savarin dopo averlo disposto su una gratella.

Per preparare la crema montare panna, mascarpone e zucchero a velo. Aggiungere la scorza degli agrumi e trasferire la crema in una sac à poche. Disporre il savarin su un piatto di portata, riempire il centro con la crema agli agrumi e decorare con spicchi di arancia pelati, scorze candite e qualche foglia di menta.

2 risposte a “Il menu gentile di Babette: quando cucinare esprime gentilezza”

  1. Avatar giosypigoni
    giosypigoni

    ecco un esempio di scrittura piana e . ..gentile per rimanere

  2. Avatar aeserrau
    aeserrau

    mi è venuta una fame

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