L’eco dei cristalli: viaggio tra la storia, l’arte e l’anima delle pietre

di Ritangela Tomasicchio

Immagini 14 a cura di Biancastella

III Puntata

Lo Zaffiro

“Dolce color d’oriental zaffiro” … Dante nel primo canto del Purgatorio, ormai uscito dall’inferno, paragona l’aria che lo circonda al colore di uno zaffiro orientale, perché si sente rinato. Infatti, secondo le credenze medievali, la pietra dello zaffiro allontanava la tristezza, rimetteva in grazia con Dio, proteggeva i pellegrini contro le insidie del viaggio.

Gli ecclesiastici ed i nobili attribuivano alla pietra un potere divino e la capacità di difendere la verità. Infatti secondo loro davanti ad un bugiardo lo zaffiro si oscurava.

Gli antichi persiani credevano che la terra poggiasse su di un gigantesco zaffiro che colorava il cielo. Così spiegavano il colore del cielo.

I greci ritenevano che fosse la prima pietra creata e che attirasse il favore degli dei e proteggesse dal male. Secondo una leggenda Elena di Troia aveva uno zaffiro come talismano, per questo motivo la sua bellezza era irresistibile.

Secondo alcune credenze ebraiche, i dieci comandamenti erano stati incisi su zaffiro.

Salomone con il suo anello con zaffiro poteva parlare con gli animali e scacciare i demoni. Inoltre aveva settecento mogli straniere e trecento concubine, e, secondo la mia ironia, nonostante sia una femminista sfegatata, anche per questo motivo aveva bisogno dell’anello della saggezza.

Nell’Apocalisse di Giovanni (Cap.21, versetti 19-20), la Gerusalemme celeste poggia su dodici basamenti o fondamenta quanti sono gli apostoli. Ogni basamento è ornato da una pietra preziosa. L’undicesimo basamento delle fondamenta è ornato dallo zaffiro.

Ogni pietra ha un valore simbolico, cioè la virtù che i santi devono raggiungere. Inoltre le pietre simboleggiano anche la perfezione, lo splendore e la natura eterna della città.

Carlo Magno aveva come talismano un ciondolo in oro con un due grandi zaffiri cabochon tra i quali era inserita una reliquia della croce di Cristo e dei capelli della Vergine. La cornice in oro filigranato è ornata da granati, perle, ametiste e smeraldi. Il talismano difendeva l’impero, simboleggiando l’unione del regno di Carlo Magno sotto un’unica religione, come dimostrazione del potere conferitogli direttamente da Dio. Il ciondolo è custodito all’interno del tesoro del Palais du Tau, situato accanto alla Cattedrale di Reims. Il ciondolo fu trovato quando il corpo di Carlo Magno fu riesumato nel 1166, ma questa tesi è controversa, considerando inoltre le vicende legate al ciondolo posseduto in seguito anche da Giuseppina Bonaparte, che lo ebbe dal vescovo della cattedrale di Aquisgrana, fino ad arrivare all’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III.

Allo zaffiro gli antichi attribuivano la cura della peste e della febbre causata da questa malattia. Nel Medioevo si credeva che uno zaffiro, messo in bocca, potesse dare refrigerio. In tutto questo non c’è un fondo di verità, ma le pietre preziose sono circondate da un alone di mistero, soprattutto se sono pietre trovate in territori molto lontani da noi.

Comunque allo zaffiro blu rimane la simbologia della saggezza, della purezza e della fedeltà, nonché dell’amore eterno, visto che si usa ancora come pietra dell’anello di fidanzamento.

Naturalmente era il colore della pietra che aveva un potere affascinante, perché era il colore del cielo e del mare e quindi della spazialità infinita. Anche per tutte queste leggende il blu è il colore prediletto dai pittori. Nella notte stellata di Vincent van Gogh, il blu ha una valenza triste e, come dicono alcuni critici, ipnotica nello stesso tempo.

Nella notte stellata di Vincent van Gogh, il blu ha una valenza triste e, come dicono alcuni critici, ipnotica nello stesso tempo.

Marc Chagall è stato il pittore che forse più di tutti ha usato il blu, immergendo in questo colore, con una punta di nostalgia, il suo amore e il suo vissuto, ottenendo che lo spettatore sia trascinato in una dolce e fiabesca atmosfera onirica.

Per chi volesse approfondire il discorso non solo sullo zaffiro, ma anche sulle altre pietre legate a raffigurazioni artistiche e leggende, potrebbe consultare: Oro, gemme e gioielli in Dizionari dell’Arte. Electa, Milano, Mondadori, 2007

Zaffiro
Uno zaffiro
ricorda il velluto
della notte serena
contornata di stelle.
Rilassa l’animo
e sospinge nel mondo dei sogni,
nel calore e nel respiro
di chi l’ha donato.
Ritangela Tomasicchio composuit febbraio2026

Notte
Quando scende
lieve,
quella pace
d’”oriental zaffiro”
che tutto copre,
il suo colore,
come velluto,
s’addensa
sul mio cuore
e mi opprime.
Allora fugge da me
il sonno
ed il riposo
delle membra…
Subito affiorano
pensieri involuti,
azioni irrisolte,
ricordi
che pungono il cuore.
Poi, nell’incoscienza
del dormiveglia,
fluiscono versi
veloci,
sprecati,
destinati a perdersi
nella memoria.
Ritangela Tomasicchio composuit febbraio 2026