La poesia 53

di Ritangela Tomasicchio

Per la Festa della mamma 2026

Signora in tailleur

Fugace immagine
algida,
forse non viva,
apparentemente formale
che pone distanze
e ti allontana…
Immancabile il giro di perle,
sul bavero la broche vintage,
rigorosamente a sinistra…
La gonna non scopre il ginocchio,
in discesa perfetta le pieghe…
Scena ovunque inappuntabile
senza scadenze di calendario…
Ed il foulard firmato, sempre.
Ed un solo anello, il più amato
sul dito del cuore
per ricordare l’unico sogno
tenuto nascosto
e mai tramontato.
E’ la signora
del vecchio mondo,
delle cose non più vissute,
passate,
collezionate,
custodite nei cassetti
con i desideri
ormai dimenticati
e dai profumi di lavanda
nel tempo
quasi dissipati.
Ritangela Tomasicchio composuit gennaio 2026

La signora in tailleur può essere senz’altro nel ricordo una nostra zia, o l’adorata mamma, quando raramente, libera dalle faccende domestiche, decideva d’uscire.

In verità a me, non piaceva vederla in tailleur, perché mi sembrava lontana dai miei abbracci e troppo seria.

Mia madre venne a trovarmi a scuola quando frequentavo la quinta elementare e si festeggiava la festa della mamma. Mio padre aveva comprato un mazzolino di violette, perché glielo offrissi. Stetti ad aspettarla tanto tempo. Mi sentivo orfana. Da inguaribile ritardataria la genitrice arrivò quando la festa era finita e trovò le violette quasi tutte da me distrutte, per dispetto.

immagine generata dall’AI sul contenuto del testo