La poesia 20

Poesia stanca

Una sedia in stile, ma sgangherata,
instabile su pietre e ghiaia,
un falò di sterpi…
Lei stasera non c’era,
mi auguro stesse lavorando.
Ogni sera aspetta su quella sedia,
sempre dignitosamente vestita
da ragazza della porta accanto.
La stessa compostezza della fanciulla iraniana
che si è spogliata non solo del velo,
ma anche di tutte le oppressioni antiche
a difesa dell’avvenire suo e delle sue simili.
Potrebbero essere entrambe
mie figlie.
Mi stringe il cuore
questo cielo di una società “evoluta”
piena di sogni femminili
e nuvole nere
che oscurano le identità
ed il futuro.
Forse solo alla vigilia della fine
del mondo
tutto questo non ci sarà più,
ma non ne godremo all’alba.
La soluzione a breve termine?
Impossibile
bruciare
i testi sacri distorti di tutte le religioni,
i programmi politici delle dittature,
annullare
le superate soffocanti tradizioni,
gli sfruttamenti, le mutilazioni,
i femminicidi, il bullismo sulla diversità…
Va bene, non si demorda,
ma troppo lento il cambiamento
nei miei anni
di fronte alle finalità da raggiungere
ancora!!!
RITANGELA TOMASICCHIO composuit in Bari,11novembre 2024.



Le amiche




2 risposte a “La poesia 20”

  1. Avatar giosypigoni
    giosypigoni

    Ciò che sta accadendo riempie di sgomento ..tragica è l’ impotenza difronte al Male che pare essere vincitore in questi tempi.La Poesia..la Parola …possono dare conforto ma forse c’è il fluire delle cose che da sempre è indifferente alla storia delle civiltà “L’Essenziale – diceva SaintExupery- è invisibile agli occhi”.Quindi importante è testimoniare e fare cultura,unica arma contro l’ Oscurantismo dilagante.
    Giosanna PigoniFerlazzo

  2. Avatar ritangelatomasicchio
    ritangelatomasicchio

    sto rileggendo la mia poesia a distanza di mesi, ho ammirato la ragazza iraniana che ha danzato vicino al rogo ,si è tolta il velo e l’ha lanciato nelle fiamme

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