Il sale sulla coda

Articoli ironici, arguti e talvolta pungenti

  • Vespasiani e uguaglianza di genere

    Vespasiani e uguaglianza di genere

    Il sale sulla coda – 1. La scomparsa dei vespasiani è stata oggetto di riflessione, evidenziando la loro funzione sociale e igienica, ma anche la discriminazione di genere, poiché mancavano servizi simili per le donne. Inoltre, un’analisi del contegno bibliotecario mostra un’educazione che ha costretto le donne a comportamenti rigidamente conformisti in ambienti culturali.

  • Suffragetta o Suffragista? Analisi del Termine

    Suffragetta o Suffragista? Analisi del Termine

    Il sale sulla coda – 9. L’articolo critica l’uso di termini diminutivi come “suffragetta” e propone di sostituirli con forme più rispettose come “suffragista”. Viene messa in discussione la rappresentazione femminile negli eventi pubblici, suggerendo di rimpiazzare figure come “vallette” e “ring girl” con assistenti e display luminosi, valorizzando ruoli più dignitosi.

  • I Battiporta di Bologna: Storia e Curiosità

    I Battiporta di Bologna: Storia e Curiosità

    Il sale sulla coda – 8. Il saggio di Gérard Genette “Soglie” analizza il significato dei dettagli esterni di un testo, come le illustrazioni e i titoli. Paragonando i battiporta ai frontespizi, si esplora come anche questi possano evocare storie sull’edificio. Le loro forme possono riflettere personalità e significati legati ai proprietari della casa.

  • Esplorando il Blu e il Viola nei Fiori e…nei Vasi

    Esplorando il Blu e il Viola nei Fiori e…nei Vasi

    Il sale sulla coda – 7. Il testo riflette sulla bellezza dei fiori e sull’arte di disporli in vasi, evidenziando come la loro combinazione di colori, in particolare blu e viola, possa affascinare. L’autrice condivide l’importanza di creare composizioni anche nell’effimero, citando John Keats per sottolineare la gioia duratura che la bellezza può portare.

  • Il dinosauro e la paura della perdita

    Il dinosauro e la paura della perdita

    Il sale sulla coda – 6. Il breve racconto di Augusto Monterroso, “Cuando despertò el dinosauro todavia estaba allì”, esplora il tema della permanenza delle paure, simboleggiate dal dinosauro. Sebbene apparentemente semplice, la narrazione gioca con avverbi che creano una tensione temporale, sottolineando che i mostri interiori, come lutti e malattie, non scompaiono mai.

  • Il Ruolo Unico di Abelarda nel Patrimonio Bolognese

    Il Ruolo Unico di Abelarda nel Patrimonio Bolognese

    Il sale sulla coda – 5. Il contenuto celebra Abelarda Sirventesi Geremei, una figura bolognese del 1887, nota per la sua passione per l’arte e l’equitazione. Prima donna a insegnare arte antica all’Università di Bologna, ha dedicato la vita al restauro artistico, fondando una casa di piacere per finanziare progetti di conservazione. Morì nel 1952, ricordata con affetto.

  • Riflessioni Poetiche: Se Tu Fossi

    Riflessioni Poetiche: Se Tu Fossi

    Il sale sulla coda 4 – .Il testo riflette su come, ai primi di maggio, si ricordi un famoso poema di Manzoni, spesso insegnato ai giovani studenti, ma poco amato. La rubrica propone invece versi di grandissima ironia che evocano un poeta amato dai liceali, come Cecco Angiolieri, di cui ovviamente non viene rivelata l’identità.

  • Il Sale Sulla Coda: Un Viaggio nella Drammaturgia

    Il Sale Sulla Coda: Un Viaggio nella Drammaturgia

    Il sale sulla coda – 3. “Il sale sulla coda” esamina la commedia “Oh no mamma”, incentrata su una ricetta drammatica chiamata “brasato alla Pompadour”. Il cuoco cerca di presentare il piatto ai suoi disinteressati datori di lavoro, creando un tormentone. La narrazione include un vocabolo inesistente e una bizzarra scelta di vino bianco.

  • Il sale sulla coda 2

    Il sale sulla coda 2

    Il sale sulla coda – 2. L’articolo discute l’importanza di ripristinare l’immagine del maiale attraverso il libro “L’onesto porco” di Roberto Finzi. Si evidenzia come i pregiudizi colpiscano animali e gruppi sociali. L’autrice, con la consueta ironia, propone di usare il termine Ilio per riferirsi alla città antica di Troia, promuovendo così un linguaggio più rispettoso.