di Ritangela Tomasicchio e Biancastella


Di solito San Valentino si festeggia inneggiando all’amore edulcorato, che spesso, ingenuamente, non sa di ricevere solo ipocrisia dall’altra parte.
In fondo quella di San Valentino è una festa che fa gli interessi dei commercianti e dei ristoratori e può risolversi anche in una bella litigata capace di chiudere un rapporto che sembra essersi consolidato negli anni, se non si ricevono fiori, se il regalino non è di gradimento, se la cena è rimasta sullo stomaco o la giornata è stata dimenticata.
Così quest’anno ho voluto festeggiare, immergendomi nella lettura delle poesie di Darìo Jaramillo Agudelo, poeta, romanziere e giornalista colombiano, nato nel 1947, insignito del premio Nazionale di poesia del suo paese. Esponente della corrente “Generaciòn sin nombre”, successiva al dadaismo, il poeta è stato sempre molto incline ad assorbire influssi classici e moderni della poesia mondiale.

Il suo capolavoro è il libro “Poemas de amor“, in cui prevale, con l’uso di un linguaggio semplice, un’intimità libera da ogni frontiera e che accomuna il genere umano.
Leggendo l’antologia “Dell’amore dell’oblio” (Ed.Ponte Sisto 2008) sono rimasta colpita dall’importanza che con sottile ironia il poeta dà agli amori impossibili.
Paradossalmente, per lui l’Amore assoluto è l’amore impossibile, il più felice degli amori, se rimane tale, destinato a non durare per tutta la vita, ma a vivere solo nel presente, “e sarà musica” – dice il poeta – .
Così, tra un verso e l’altro, si colgono le teorie personalissime dell’autore che finge di voler vivere alla giornata, collezionando amori impossibili, perché non cambiano la personalità dell’innamorato, non generano ansia, gelosie, paure del domani o tradimenti. Insomma non tediano e non fanno soffrire troppo.
Egoisticamente, il poeta sostiene che senza proteste e seccature da parte dell’amato “possibile” che vuole imporre le sue abitudini, gli amori impossibili sono perfetti. Inoltre con la loro novità ed intensità aiutano a curare le illusioni perdute.
Negli amori impossibili non ci sono colpe create dalla realtà noiosa di ogni giorno, ma uno stato d’animo che aiuta, senza eccessive sofferenze, a conoscere il proprio animo, la propria personalità.
E voi, cosa ne pensate?
Forse con la traduzione di una poesia del poeta riesco a confortarvi, se in questo momento state soffrendo per amore. Proviamo?

La vita è fatta di amori impossibili
di illusioni trovate che aiutano a curare
le illusioni perdute.
In un albergo di una città sconosciuta
un aroma ti riscatta,
amore impossibile di un altro albergo remoto
che mi accompagna qui e ora,
amore impossibile fattosi profumo.
Altre poesie del poeta sugli amori impossibili le potete trovare digitando: Amores-imposibles de Darìo Jaramillo Agudelo. Il linguaggio è semplice e si traduce con facilità.
Ritangela
Post Scriptum di Biancastella
Sono sicura che il poeta colombiano Dario Jaramillo Agudelo e i suoi amori impossibili vi ha molto incuriosito e allora vale la pena aggiungere qualche nota su di lui e un commento della poesia che Ritangela ci ha proposto.
Darío Jaramillo Agudelo è una delle voci più intime e amate della letteratura colombiana contemporanea. Sebbene sia un eccellente narratore e saggista, è nella poesia che ha costruito il suo “tempio”, diventando il capofila della cosiddetta Poesia dell’Essere (o poesía de la desencantada cotidianità).
Parlare dei suoi “amori impossibili” significa addentrarsi nel nucleo pulsante della sua opera: l’amore visto non come conquista, ma come mancanza, attesa e fantasma.
Poetica dell’Assenza
Per Jaramillo, l’amore non è quasi mai un evento felice e risolto. È piuttosto un sentimento che si nutre della distanza. I suoi “amori impossibili” si manifestano attraverso tre temi chiave:
1. L’Amore come Invenzione
Nelle sue poesie, l’altro spesso non esiste se non nella mente di chi ama. L’amore è “impossibile” perché è un soliloquio. Come scrive spesso, l’innamorato è innamorato dell’amore stesso, o di un’immagine che ha proiettato sull’altra persona.
2. La Nostalgia del “Non Accaduto”
Jaramillo eccelle nel descrivere la malinconia per ciò che non è mai iniziato. È il dolore per le vite che non abbiamo vissuto, per gli incontri mancati e per le parole rimaste in gola. Il suo è un erotismo fatto di pelle immaginata e di sguardi interrotti.
3. Il Corpo e la Ferita
Nel 1989, il poeta subì un grave attentato (l’esplosione di un pacco bomba) che gli causò la perdita di un piede e un lungo periodo di sofferenza fisica. Questo trauma ha segnato la sua visione dell’amore: la carne è fragile, il piacere è effimero e l’unione perfetta tra due esseri è un’illusione destinata a scontrarsi con la nostra finitudine.
“L’amore è un dato di fatto della solitudine. E’ questo il concetto ricorrente nell’opera di Jaramillo.
Perché leggerlo oggi?
Jaramillo Agudelo non usa parole altisonanti o metafore oscure. La sua forza sta nella semplicità disarmante. Leggerlo è come parlare con un amico colto e un po’ malinconico che, davanti a un caffè, ti spiega perché quel grande amore che ti tormenta è, in fondo, la tua più bella invenzione letteraria.
Ed ora analizziamo dettagliatamente i passaggi chiave della sua poesia che contiene nient’altro che l’idea che l’amore non debba necessariamente essere “consumato” o presente per essere reale. Anzi, spesso è più potente quando è fatto di pura memoria e astrazione.
Il Paradosso della Cura
“La vita è fatta di amori impossibili di illusioni trovate che aiutano a curare le illusioni perdute.”
Jaramillo apre con una tesi quasi psicologica. Non suggerisce di abbandonare le illusioni, ma propone una sorta di omeopatia sentimentale.
- Le “illusioni perdute” sono i fallimenti reali, le storie finite male che lasciano ferite.
- Le “illusioni trovate” (gli amori impossibili) fungono da medicina. Poiché l’amore impossibile non deve misurarsi con la noia della quotidianità o con il tradimento, rimane intatto e puro, offrendo rifugio dal dolore della realtà.
La Solitudine e il “Non-Luogo”
“In un albergo di una città sconosciuta…”
L’ambientazione è fondamentale. L’albergo è il simbolo dell’effimero e del transitorio. In una città dove nessuno lo conosce, il poeta è spogliato della sua identità sociale e rimane solo con il suo mondo interiore. È in questo vuoto che i sensi si acuiscono.
L’Epifania Olfattiva
“…un aroma ti riscatta, amore impossibile di un altro albergo remoto”
Qui entra in gioco il potere della memoria involontaria (molto vicino alla madeleine di Proust).
- Il Profumo: È l’elemento più immateriale dei sensi. Non puoi afferrarlo, proprio come un amore impossibile.
- Il Riscatto: L’aroma salva il poeta dalla solitudine presente. Collega il “qui e ora” con un “altrove” (l’albergo remoto). L’amore impossibile diventa così una presenza costante, un compagno di viaggio invisibile che impedisce al poeta di essere davvero solo.
4. La Trasmutazione: Da Persona a Essenza
“…che mi accompagna qui e ora, amore impossibile fattosi profumo.”
Il finale è una dichiarazione di accettazione. Il poeta non desidera più la persona in carne e ossa; accetta che quell’amore si sia trasformato in essenza. L’impossibilità dell’unione fisica viene superata dalla persistenza dello spirito. L’amore “impossibile” è, paradossalmente, l’unico che non può essere perduto, perché è diventato parte del respiro del poeta.Questa poesia ci insegna che non siamo fatti solo dei nostri successi relazionali, ma anche (e soprattutto) delle storie che abbiamo solo immaginato o che abbiamo dovuto lasciare andare. Biancastella
