
Con un senso di profonda tristezza per l’impossibilità di poter intervenire con azioni concrete perchè le inenarrabili sofferenze delle donne iraniane abbiano fine, pubblico l’intervento di Marina Zuccoli , anche lei molto colpita da quanto accaduto alla giovane studentessa Ahou Daryaei. Il pezzo è duro, crudo, impietoso e non fa sconti ai benpensanti. Ma il mio Blog è un luogo dove si possono scrivere e leggere anche pensieri scomodi.
Biancastella Antonino
Penso anche io, come Biancastella, alla ragazza iraniana che ha camminato in biancheria intima per i vialetti dell’Università di Teheran, a esprimere la sua protesta per la condizione in cui è tenuta la donna. Avete visto quelle mutandine alte sul fianco, pudiche, da brava ragazza? Non mi sono mai commossa davanti a un paio di mutande, ma, vedendo la donna nerovestita e coperta accanto a lei, ho capito che quella ragazza, con la sua intimità esposta ai nostri sguardi di occidentali, quella ragazza è carne morta. Non si saprà più niente di lei, oppure verrà uccisa con clamore per testimoniare qualche principio, che gli uomini con le barbe lunghe si sono inventati.
Il corpo della donna è un’arma, un enigma, un pericolo. Sfugge alla definizione. Ridotta a sineddoche, la donna è un buco, e un buco non è definibile, perché è assenza, vuoto. Non puoi prenderlo, tenerlo, averlo. Un buco da cui esce sangue, senza che consegua la morte, un buco da cui esce la vita. Una ferita da cui esce il sangue ed esce anche la luce, in un incompreso miracolo che conferisce alla donna potenza e, di conseguenza, va repressa.
Infibulatela, escindetela, copritela, cucitela, maledite la sua bellezza e, infine, trucidatela. Che non resti di lei neanche il nome, ma abbia il nome di un altro, di un uomo. Negatele un cervello, istruzione, patente, passaporto, potestà genitoriale, colori, musica, gioia.
Ardetela al rogo come strega di Salem, gettatele acido in faccia come moglie ripudiata, cavatele gli occhi come santa martire, sulla pira come vedova inutile, lapidatela come adultera, requisitele i documenti e buttatela a battere in strada, sgozzatela come figlia che rifiuta nozze combinate.
Ossessionati dal suo ventre, inventatevi la verginità, l’isterismo, la ninfomania, la pazzia, l’inaffidabilità tutti i mesi.
Cancellatela, perché lei vi fa paura.

