
di Ritangela Tomasicchio

Per Marina Zuccoli che ama Gozzano Poesia di antiche rime Rivedo il ritratto di tua nonna giovinetta bellezza ancora intatta sul camino… Pare che il fumo col tempo non la sfiori assieme alle sue rose tra tutte le sue amate cose. Ricordo la fontanella nel giardino in forma di fanciulla ignuda ricoperta ogni mattina di molle muschio e gocciole di brina… E le accese sfumature di ninfee come fiammelle nel verde stanco dello stagno… E gli iris al sole in primavera mentre cambiano colore nel lento e profumato consumarsi delle nostre ore… Ed il cancello socchiuso dalla tua pigra mano, perché si scendesse all’Adda piano…piano… E nel turbinio della corrente, rami parole foglie pensieri che scendono e risalgono veloci per poi, rassegnati al loro corso, sparire all’improvviso come tutto avviene nella nostra vita ormai da tempo ogni momento senza lasciare un segno e un lamento. Ritangela Tomasicchio composuit nell’altro secolo a Lodi presso l’Adda dopo aver mangiato e bevuto buon vino in un ristorante romantico assai. Al mercato del sabato(quello dei quartieri alti) Le signore ”bene” eterne infauste bambine, attirate sempre dall’effimero, alla ricerca delle meraviglie, alla scoperta del vintage prezioso, oggi si attardano, con vivace chiacchiericcio, davanti alla bancarella di foulards e sciarpe… A pochi euro una festa di sfumature e colori insoliti retro o d’altri gusti e mode, testimonianze di donne ricche e povere del pianeta. Alcuni sono tessuti preziosi, ma vissuti, nascostamente macchiati o a tratti un po’ strappati, sfibrati, piccoli difetti da nascondere nei salotti, ma a me parlano… E torna la malinconia col pensiero a donne d’ogni età senza libertà, attente a coprirsi anche una sola ciocca di capelli per difendere la vita, ma non la felicità. E quelle sciarpe dai colori accesi contrastano con le immagini di donne uccise a mucchi negli eccidi dopo essere state private d’ogni dignità. E così inseguo anche i minuscoli segni delle tarme nascoste nelle fantasie e tra le trame non solo dei tessuti ma anche nei cervelli di molti uomini d’ogni pseudo civiltà. Libertà, dignità, civiltà: tutte parole con l’accento sulla prima lettera di un alfabeto quasi planetario per raggiungere il diritto non solo delle donne alla felicità. Ritangela Tomasicchio composuit in Bari, il 28 giugno 2024.

Il Marinaio
Quando un uomo è solo sul mare,
è solo un uomo diviso a metà
tra affetti lontani e libertà.
Vedere da un lato la notte placida
di stelle vestita,
dall’altro l’alba rosata
che ti spinge alla vita.
E il marinaio lo spettacolo rimase a guardare
senza sapere il timone da che parte girare.
E mentre la marea verso la luna lenta saliva
inevitabilmente la barca andava alla deriva.
Quando alla fine fu presso la riva,
accartocciò i sogni,
ricompose l’anima ormai serena
e tornò a casa alla sua umile cena.
Ritangela Tomasicchio composuit per il caro amico Angelo Serrau, il 01/7/ 2024.

