La poesia 11

Per Marina Zuccoli che ama Gozzano
Poesia di antiche rime
Rivedo il ritratto di tua nonna giovinetta
bellezza ancora intatta sul camino…
Pare che il fumo col tempo non la sfiori
assieme alle sue rose 
tra tutte le sue amate cose.
Ricordo la fontanella nel giardino
in forma di fanciulla ignuda
ricoperta ogni mattina
di molle muschio e gocciole di brina…
E le accese sfumature di ninfee
come fiammelle nel verde stanco dello stagno…
E gli iris al sole in primavera
mentre cambiano colore
nel lento e profumato consumarsi
delle nostre ore…
Ed il cancello socchiuso dalla tua pigra mano,
perché si scendesse all’Adda
piano…piano…
E nel turbinio della corrente,
rami parole foglie pensieri
che scendono e risalgono veloci
per poi, rassegnati al loro corso,
sparire all’improvviso
come tutto avviene nella nostra vita
ormai da tempo
ogni momento
senza lasciare un segno
e un lamento.
Ritangela Tomasicchio composuit nell’altro secolo a Lodi 
presso l’Adda dopo aver mangiato e bevuto buon vino in un ristorante romantico assai.


Al mercato del sabato(quello dei quartieri alti)
Le signore ”bene”
eterne infauste bambine,
attirate sempre dall’effimero,
alla ricerca delle meraviglie,
alla scoperta del vintage prezioso,
oggi si attardano,
con vivace chiacchiericcio,
davanti alla bancarella di foulards e sciarpe…
A pochi euro una festa
di sfumature e colori insoliti
retro o d’altri gusti e mode,
testimonianze di donne ricche e povere
del pianeta.
Alcuni sono tessuti preziosi,
ma vissuti,
nascostamente macchiati
o a tratti un po’ strappati,
sfibrati,
piccoli difetti da nascondere nei salotti,
ma a me parlano…
E torna la malinconia
col pensiero a donne d’ogni età
senza libertà,
attente a coprirsi
anche una sola ciocca di capelli
per difendere la vita,
ma non la felicità.
E quelle sciarpe dai colori accesi
contrastano con le immagini di donne
uccise a mucchi negli eccidi
dopo essere state private
d’ogni dignità.
E così inseguo anche i minuscoli segni delle tarme
nascoste nelle fantasie e tra le trame
non solo dei tessuti
ma anche nei cervelli di molti uomini
d’ogni pseudo civiltà.
Libertà, dignità, civiltà:
tutte parole con l’accento
sulla prima lettera di un alfabeto
quasi planetario
per raggiungere il diritto non solo delle donne
alla felicità.
Ritangela Tomasicchio composuit in Bari, il 28 giugno 2024.



Il Marinaio
Quando un uomo è solo sul mare,
è solo un uomo diviso a metà
tra affetti lontani e libertà.
Vedere da un lato la notte placida
di stelle vestita,
dall’altro l’alba rosata
che ti spinge alla vita.
E il marinaio lo spettacolo rimase a guardare
senza sapere il timone da che parte girare.
E mentre la marea verso la luna lenta saliva
inevitabilmente la barca andava alla deriva.
Quando alla fine fu presso la riva,
accartocciò i sogni,
ricompose l’anima ormai serena
e tornò a casa alla sua umile cena.
Ritangela Tomasicchio composuit per il caro amico Angelo Serrau, il 01/7/ 2024.