
Marina Zuccoli, laureata in lettere, è una bibliotecaria in pensione. Melomane e appassionata di Stephen King, ha scritto alcune novelle in cui muoiono spesso i personaggi. Per questo blog ha scritto testi di fantasia e di sapida ironia per la rubrica: Il sale sulla coda. Dalla fine di gennaio ha interrotto la collaborazione alla rubrica e al Blog.


Sono Ritangela Tomasicchio, ho 75 anni e vivo a Bari, da Barese DOC di non so quante generazioni. Nella mia vita ho perso tempo dietro cose che non mi piacevano. Ora finalmente mi riconosco e posso dire che ho sbagliato tutto. Sono stata docente di Italiano e Storia, ripetendo monotonamente lo stesso programma ogni anno, così ho preferito diventare Preside, anche se non immaginavo che sarei stata inseguita ossessivamente da scadenze, leggi e carte…carte…carte… Ora finalmente la burocrate è libera. Nel dormiveglia compongo poesie, sogno a colori e qualche volta dipingo creando nuove sfumature. Non suono più il pianoforte, perché non avendo orecchio musicale, lo spartito mi innervosisce e la tastiera mi aggredisce come un foglio bianco prima di un compito in classe.
Per il blog scrivo per la rubrica:


Sono Laura Bertazzoni ex bibliotecaria, oggi fotografa d’arte e incisora. Da bambina non facevo che disegnare e costruire cose con i materiali più svariati; in seguito avrei voluto dedicarmi a studi artistici, ma per ragioni economiche non ho potuto farlo. Mi sono poi appassionata all’attività politica e agli studi socio-educativi. Come spesso accade ora -e accadeva anche tanti anni fa- si svolge un lavoro solo “quasi” attinente agli studi compiuti: qualche supplenza nella scuola, poi subito dopo la laurea ho iniziato a lavorare in biblioteca proprio dove mi ero laureata, sperando inutilmente che si potesse aprire uno spazio nell’ambito della ricerca. Sono rimasta in biblioteca e dopo alcuni anni e un’interessante e ricca esperienza in un paese africano, ho lavorato per le biblioteche dell’ateneo. Ora fotografo, incido, stampo, costruisco oggetti. Lavoro spesso da sola, ma collaboro anche attivamente con gruppi e associazioni culturali sia per la fotografia (sociale, naturalistica e sperimentale) che per l’incisione e per il libro d’artista. Lavoro con tecniche incisorie tradizionali (acquaforte, acquatinta, cera molle e punta secca) e sperimentali. Da diversi anni dispongo anche di un bel laboratorio attrezzato. In fotografia per la stampa utilizzo spesso le antiche tecniche ottocentesche (cianotipia, callitipia, gomma bicromata, ecc.) partendo dalla fotografia digitale e utilizzando per il trasferimento dell’immagine sulla carta sensibilizzata con sali ferrosi la luce del sole, quando possibile, o lampade a raggi ultravioletti. Ho partecipato a numerose mostre collettive e alcune personali, a biennali di incisione e fotografia in Italia e all’estero. Le mie opere, i miei libri d’artista e libri oggetto hanno vinto numerosi premi. Non so quanto sia condivisibile, ma riesco a pensare solo facendo (sono negata per la teorizzazione astratta); ho bisogno di rivangare la memoria e le idee, riconsiderare il passato e quello che ho pensato, trasformandolo in cose che si tocchino e in immagini che parlino: non è fondamentale che piacciano. Quanto più costruisco, tanto più sorgono nuove idee e sono animata dall’urgenza di realizzarle. Il pensiero che è partito dal passato si fa attuale: rivive nel tempo presente cambiando veste. Non ho la pretesa di “fare arte”; solo mi dispiacerebbe non potere rendere nulla di ciò che penso nelle mie immagini.
Dalla fine di gennaio 2025 Laura ha interrotto la collaborazione al Blog e alla rubrica:Immagini


Buongiorno “indomite over“. Sono Giosanna Pigoni e mi fa piacere accogliere l’invito di Biancastella ad entrare nel simpatico blog che ha creato. Sono…sono stata… ma tutt’ ora mi sento… docente di lingue e letterature straniere. Ho svolto la mia attività di docente nel Liceo Scientifico di La Spezia, la citt’ in cui vivo da quando… tempi immemorabili… sono nata. Ho avuto incarichi presso l’Università’ di Pisa e svolto progetti didattici internazionali con Russia, Finlandia, Francia, Grecia e Spagna. Ho vari interessi e conto miei amici fra poeti, giornalisti e in generale persone che pensano. Adoro viaggiare e ho una curiosità’ innata per la conoscenza in ogni campo. Parlo 3 lingue (francese, inglese, spagnolo) e ciò mi ha consentito di consolidare amicizie nel tempo. Ruit hora… ma lo studio dei popoli e della realtà’ che ci circonda, umana e naturale, mi rende…indomita. Ciao a tutte voi e in primis alla Numero 1 Biancastella Antonino. Le mie rubriche saranno varie, come gli argomenti che tratterò


Angela Montemurro è stata una mia compagna di liceo, poi le nostre strade si sono separate e mentre io mi laureavo in filosofia, Angela si laureava in lettere e si diplomava al Conservatorio di Bari, che poi è stata la sua casa di elezione, visto che vi ha insegnato pianoforte per oltre 40 anni. Ma Angela è anche compositrice e ha sposato un egregio direttore d’orchestra, avendo come testimone di nozze l’amatissimo maestro Nino Rota. Con suo marito, Francesco Lentini, condivide, inoltre, la direzione artistica dell’EurOrchestra che ha sede a Bari. Si è anche specializzata nelle trascrizioni che ha realizzato per artisti del calibro di Uto Ughi, mentre per l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani ha trascritto la Messa da Requiem eseguita in tutto il mondo. Ha composto anche un’opera lirica e molte altre musiche per orchestra. Angela è fondatrice e presidente dell’associazione Parnaso Donne in Musica di Puglia. Per una donna che è vissuta nella musica e per la musica il pensionamento dalla sua attività didattica ha significato la possibilità, con maggior tempo a disposizione, di intensificare la sua passione per sperimentare e ricercare, tanto che con 17 suoi allievi ed ex allievi ha conquistato il Guiness World Record con l’esecuzione di un brano di Levignac da lei trascritto, per la prima volta nella storia del pianoforte, per una formazione di 18 pianisti che suonano contemporaneamente su un pianoforte solo. Per il nostro Blog, Angela ci parlerà delle sue iniziative e …della musica.(A cura di Biancastella)


Sono Franca Mazzei e ho accettato con grande piacere di unirmi al gruppo delle amiche di Biancastella, che conosco da più di 40 anni. Parlare in un breve medaglione della mia vita non è facile, dal momento che ho seguito tragitti anche molto diversi tra loro: dalla laurea in Lingue con una tesi in Filosofia del Linguaggio al diploma di counselor professionista, dalle esperienze radiofoniche tuttora in corso alla scrittura di testi giornalistici e teatrali, dall’amore per l’insegnamento a quello per l’astrologia. Ma da un certo momento in poi la professione di astrologa mi ha consentito di riunire le mie passioni: comunicare, insegnare, scrivere, esplorare, instaurare relazioni d’aiuto, e anche – non da ultimo – sfuggire alla rete del “posto fisso”. Sicché adesso mi ritrovo alla vigilia dei miei 70 ad essere una finta pensionata, costretta a lavorare (quasi sempre con gioia) fino ad età indefinita…I miei contributi saranno, almeno per ora, i ritratti astrologici dei 12 archetipi femminili (sebbene alcune caratteristiche si riscontrino anche nella variante maschile), e sono davvero curiosa di sapere quanto sentiate che rispecchino una parte intima ed essenziale di voi.


Sono Tindara Bonfiglio e ho accettato con piacere l’invito di Biancastella a scrivere nel suo interessante blog. Sono nata a Messina dove ho completato il mio percorso di studi. A 24 anni sono venuta a Milano, dove vivo attualmente e, superato il concorso ordinario, ho insegnato Lettere nella scuola media e successivamente Italiano e Storia alle scuole superiori. Mi sono occupata per alcuni anni di studenti in difficoltà grazie ad una specializzazione nelle metodologie di insegnamento relative alle disabilità fisiche e cognitive. Nella scuola ho svolto vari incarichi di funzione e posso affermare che in tutti ho profuso entusiasmo e impegno. Ho, infatti, amato molto il mio lavoro che negli anni mi ha permesso di stare a contatto con i ragazzi dagli 11 ai 19 anni d’età e così dal 2020, quando sono andata in pensione, da subito mi sono dedicata al volontariato in due associazioni che si occupano rispettivamente di tutoraggio di studentesse straniere e di insegnamento della lingua italiana a stranieri adulti. Sono attività che mi arricchiscono umanamente e che mi fanno sentire ancora utile alla società. Tra le mie passioni ci sono la lettura, la cucina e l’uncinetto. Leggo vari generi letterari, prediligo gli scrittori siciliani passando dai classici a Camilleri, poiché in loro ritrovo le mie radici e la mia sicilianità. In questo blog vorrei affrontare il tema del cibo e della cucina, anche attraverso la citazione di elementi letterari italiani e non, come veicolo di scambio fra culture e usi culinari diversi, ma non escludo di parlare anche della mia esperienza nel volontariato con qualche bella storia.


Mi chiamo Serena Bersani e sono una giornalista. Fosse per me, mi fermerei qui perché mi pare di avere già detto tutto. Sono una giornalista, perché questo è il mestiere che sognavo da bambina, che ho fatto, continuo a fare e farò finché la vita me lo concederà. Perché sono una giornalista anche quando non faccio la giornalista.
Sarebbe scontato dire che mi piace scrivere. In realtà, mi piace molto di più leggere. Non mi definisco una scrittrice (anche se ho scritto diversi libri e migliaia di articoli), ma sono orgogliosamente una Lettrice. Il momento più felice della mia vita – escludendo gli eventi familiari – è stato quando un giorno, a cinque anni, mi sono accorta di saper leggere e ho cominciato a leggere tutto ciò che vedevo, finchè ho scoperto i libri e non me ne sono più distaccata. Non so perché vi stia raccontando questa storia, che sembra un modo per non parlare di sé, ma che in realtà fotografa proprio la mia essenza. La curiosità. La voglia di imparare, sempre.
Nella vita professionale mi sono occupata soprattutto di cronaca nera e giudiziaria e sono da sempre un’appassionata di criminologia e di true crime (da me praticato quando non era di moda come adesso, lo testimonia il mio libro “Bologna giallo e nera”, Newton Compton Editore, 2013). Sono bolognese e amo moltissimo la mia città, mi piace indagarne le antiche pietre e l’anima ancòra più profonda. All’amore per la mia città ho unito quello per la storia delle donne, delle quali non mi stanco di raccontare vita e imprese, quasi sempre poco conosciute. Nel mondo del giornalismo mi considero anche un’”attivista” perché amo lavorare per la categoria. Sono stata per otto anni presidente del sindacato dei giornalisti dell’Emilia-Romagna e ora sono consigliera dell’Ordine. Mi occupo da molti anni di questioni relative alla parità di genere e sono attualmente presidente di un’associazione che si chiama GiULiA Giornaliste (dove GiULiA sta per “giornaliste unite libere autonome”), che si batte per una corretta rappresentazione delle donne e delle violenze di genere nel racconto giornalistico. Infine, lo ammetto, sono “over”. Ma solo perché mi assoggetto a quella convenzione che chiamiamo tempo. In realtà sono sempre quella bambina di cinque anni che sgrana gli occhi e sente di toccare il cielo con un dito perché ha imparato a leggere.

