di Ritangela Tomasicchio

Il 21 marzo non segna solo il risveglio della natura, ma è anche la giornata dedicata a celebrare il potere dei profumi, quegli invisibili fili tesi tra la realtà e il sogno.
In questo brano, l’incontro con una giovane studentessa in piazza Duomo a Milano diventa il pretesto per un viaggio sensoriale senza confini. Attraverso il suo racconto, scopriamo come un’essenza possa trasformarsi in un “tappeto volante”, capace di trasportarci istantaneamente da un palazzo orientale ai mercati di fiori lungo la Senna, fino al calore speziato delle cucine di un tempo.
È un invito a riscoprire quella “maga visionaria” che vive in ognuno di noi , capace di annullare pareti e distanze con una semplice, delicata nota olfattiva. Biancastella
IL POTERE DEI PROFUMI
A Milano, tanti anni fa, in piazza Duomo, fermai una ragazza che distribuiva campioncini di profumo.
Era una studentessa universitaria che, per conquistare qualche piccolo piacere, lavorava occasionalmente per la proprietaria di una profumeria, reclamizzando essenze davanti al suo negozio con un cestino pieno di fialette. Lo faceva soprattutto perché la incuriosiva cogliere le reazioni della gente e notare come da persona a persona cambiasse l’essenza che reclamizzava. Il suo sogno? Lavorare a Grasse e diventare un “naso” famoso.
Senza sforzo aveva un sorriso per tutti e lasciava correre la sua fantasia con l’aiuto del genio del profumo che si sprigionava da ogni fialetta. E mi diceva:
“A volte mi sento una gheiscia, a volte il personaggio di una fiaba…La piccola fiammiferaia accendeva i fiammiferi e sognava…La realtà mutava…Io sogno ogni volta che offro benessere alla gente con una nuvola di profumo e mi trovo altrove con la fantasia quasi trasportata da un tappeto volante morbido come il velluto, raffigurante tralci di fiori dai mille colori…
Ora sono in un palazzo orientale, ai bordi di una piscina, avvolta da morbidi effluvi…Di colpo a Budapest, di notte, tra le guglie spettralmente illuminate dei palazzi sul fiume, mentre mille fantasmi nascosti suonano violini…Poi a Parigi sotto una pioggia sottile…al mercato dei fiori e dei piccoli animali lungo la Senna…o nel verde della giungla accanto alla freschezza di una cascata, mentre i colibrì e le farfalle mi volano attorno e gli oncidium mi guardano nascosti tra i rami degli alberi…Intanto la nebbia sale e mi avvolge…sa di muschio…di essenze balsamiche…ma è solo per pochi attimi, perché la nebbia infelice della solitudine mi ricorda la piazza di una cittadina della bassa Padania arricchita da un enorme albero natalizio, mentre da un panificio esce l’odore caldo dei dolci.

I miei sono ricordi – continua la ragazza – sensazioni spesso contrastanti che nascono inarrestabili.
Nello stesso modo, con la stessa velocità, percepisco anche i profumi delle alcove raffinate nello squallore del cemento che mi circonda, e l’odore del miele, della vaniglia, dello zenzero e delle case di un tempo, quando le nonne indossavano in cucina i grembiuli odorosi di spezie.
Spesso di giorno le nuvole offuscano il sole e lasciano che lunghe ombre cadano sulla strada. Improvvisamente questo cambiamento mi scuote. Allora la realtà cambia più velocemente e tutto sembra appartenere ad un’altra età o acquisire il carattere dell’incertezza e della provvisorietà…
La cultura rende raffinati, il gusto acuisce il desiderio delle cose belle che spesso sono inaccessibili economicamente. Che farò io, maga visionaria, tra un giorno, tra un anno? Che faranno e dove andranno tutti quelli che avvolgo in una nuvola di profumo, subito dissolta dal vento?”

IL POTERE DEL PROFUMO
Un profumo,
seppur delicato,
appena percettibile,
annulla
pareti
confini,
naviga
nel tempo
e come musica
lieve
spande
ricordi.
RITANGELA TOMASICCHIO composuit 2010
