di Tindara Bonfiglio

Da domani, giovedì, a martedì grasso entriamo nel clou di Carnevale e non poteva mancare nel nostro Blog un brano di Tindara, originale e riflessivo, che ci riporta nella “memoria” del Carnevale… in cucina.

“Mala tempora currunt sed peiora parantur!” ovvero corrono brutti tempi ma se ne preparano di peggiori era la citazione preferita di un vecchio professore di latino.
Come dargli oggi torto? Ci sentiamo sgomenti a causa di tutto quello che succede nel mondo: guerre, catastrofi climatiche, violenze di ogni genere. Alcuni di questi eventi hanno riguardato e riguardano anche il nostro Paese.
Diciamocelo, il “clima” non è dei migliori! Ma, per fortuna, il Calendario ci ricorda che siamo a febbraio e che c’è il Carnevale.
La vista delle vetrine delle pasticcerie addobbate con coriandoli, stelle filanti e vassoi colmi di chiacchiere imbiancate di zucchero a velo, di golose frittelle con la crema e senza crema e di altre leccornie, oltre a riattivare la memoria delle nostre papille gustative, ci rimanda all’infanzia, al tempo in cui bastavano un paio di baffi disegnati per essere Zorro, una stella luccicante per diventare lo sceriffo della città oppure un velo azzurro sulle spalle e una bacchetta per sentirsi una fatina.
Il Carnevale con le sue maschere, le rappresentazioni allegoriche e con l’ironia sdrammatizza la vita quotidiana, rovescia i ruoli nella gerarchia sociale di cui mostra vizi e difetti amplificandoli fino al ridicolo per generare il riso e la comicità.
Victor Hugo nel famoso romanzo Notre-Dame de Paris descrive la Festa dei Folli in cui i poveri e gli emarginati potevano vivere un giorno da re. Il popolo più miserabile di Parigi in quel giorno si avvale impunito della possibilità di schernire il potere costituito.
L’elemento di continuità tra la Festa dei Folli e il Carnevale è quindi il capovolgimento dei ruoli sociali e la rivincita degli ultimi.
Nel Nome della rosa di Umberto Eco,nel triste clima del monastero medioevale, il riso rappresenta il proibito e non una forza buona, di conoscenza, come era invece considerato da Aristotele.
Il Premio Nobel Dario Fo diceva che il riso è sacro e che quando un popolo non sa più ridere diventa pericoloso. Il riso è libertà.
Pirandello nella sua visione del mondo descrive il rapporto tra la forma, cioè la maschera, e la verità. I suoi personaggi “indossano” una maschera per coprire la realtà, altri cercano di smascherarli per scoprire la verità nascosta. Mascherarsi è poter essere chiunque si desideri apparire.
Dal punto di vista religioso il Carnevale rappresenta il caos prima della rinascita, infatti dopo il Martedì grasso c’è il Mercoledì delle Ceneri, giorno che dà il via alla Quaresima, periodo in cui bisognerebbe astenersi dal mangiare carne e cibi grassi. La parola carnevale infatti deriva da carnem levare ossia eliminare la carne.
Il Carnevale diventa così l’occasione per grandi mangiate e bevute e richiama alla memoria il Paese di Cuccagna, cioè il sogno di chi quotidianamente soffriva la fame.
In passato le proteine e i grassi non erano molto presenti nelle diete popolari, quindi durante il Carnevale si mangiavano cibi unti a basso costo come il lardo e le salsicce che sono diventati i cibi carnevaleschi per antonomasia, era l’abbondanza prima della Quaresima, una trasgressione in un certo senso legittimata.
In conclusione, le chiacchiere, le castagnole, i tortelli o un piatto succulento sono il sapore e il profumo di quella tradizione carnevalesca non più sentita come un tempo e che tuttavia ci regala ancora un po’ di spensieratezza.
RICETTE DEL MARTEDI’ GRASSO

Fagioli con le cotiche
Ingredienti
350 gr di fagioli lessati; 200 gr di cotenna di maiale; 220 gr di passata di pomodoro; 1 cipolla bianca; 1 foglia di alloro; mezzo peperoncino; sale e pepe; olio evo; fette di pane tostato.
Pulire la cotenna di maiale raschiandola con la parte liscia di un coltello per eliminare setole e impurità. Tagliarla a listarelle e cuocerla in acqua bollente per 20 minuti finché non sarà ammorbidita. In un tegame fare appassire in olio la cipolla e il peperoncino. Quando la cipolla sarà appassita, aggiungere la passata di pomodoro e cuocere per 10 minuti. Aggiungere la cotenna e proseguire la cottura per altri 5 minuti. In ultimo unire i fagioli e mescolare il tutto. Regolare di sale e pepe, aggiungere la foglia di alloro e cuocere ancora per 15 minuti. Trasferire i fagioli con le cotiche in una fondina insieme al pane tostato e condire con un filo d’olio a crudo.

Carne di maiale e salsiccia al sugo
Ingredienti
Sei salsicce fresche; 1 kg spezzatino di maiale; 1 cipolla; 1 l passata di pomodoro; 200 gr concentrato di pomodoro; 4 patate; olio evo; zucchero; sale e pepe.
Rosolare la carne e le salsicce a fiamma bassa e con un po’ di sale. Mettere da parte la carne rosolata. In una pentola capiente fare rosolare la cipolla tagliata finemente e le patate tagliate a pezzi grossi, mettere da parte le patate. Versare nella pentola la passata di pomodoro, il concentrato di pomodoro, mezzo cucchiaino di zucchero, il sale q.b. e un po’ di pepe; aggiungere un po’ d’acqua, coprire con il coperchio e far cuocere per almeno 15 minuti. Aggiungere la carne al sugo e fare cuocere per mezzora. A questo punto mettere le patate e, se necessario, un po’ d’acqua e lasciare cuocere per 15 minuti o fino a quando le patate saranno cotte. Con il sugo della carne si può condire una buona pasta.

Crespelle di riso all’arancia
Ingredienti
Per le crespelle: 300 gr di riso; 300 ml di latte; 150 gr di farina; 50 gr di zucchero; 1 scorza d’arancia non trattata; un pizzico di sale; 1 cucchiaino di lievito in polvere. Per la salsa: 200 gr di miele; 1 arancia; un pizzico di cannella.
Mettere il latte freddo e il riso in una pentola, aggiungere il sale e accendere il fuoco. Fare cuocere il riso fino a quando non assorbirà tutta l’acqua. Fare raffreddare il riso e aggiungere la farina setacciata, la scorza d’arancia e lo zucchero, amalgamare e per ultimo mettere il lievito per dolci. Fare riposare l’impasto per 10 minuti. Con le mani infarinate creare dei bastoncini da friggere in abbondante olio di semi. Fare assorbire l’olio in eccesso su carta assorbente.
Salsa all’arancia: spremere l’arancia e metterla in un pentolino col miele e la cannella. Cuocere il composto per 2 o 3 minuti e successivamente cospargere con la salsa le crespelle disposte su un piatto di portata.
In sostituzione della salsa passare le crespelle ancora calde nello zucchero semolato.
