di Giosanna Pigoni

In questo contributo, la nostra amica Giosanna Pigoni ci conduce in un viaggio attraverso l’essenza della mitologia. Dalle radici etimologiche in Omero e Platone fino alle sorprendenti connessioni con la fisica quantistica, l’autrice delinea il mito non come un relitto del passato, ma come una risorsa vitale per l’uomo contemporaneo. In un’epoca dominata dalla tecnologia, queste riflessioni ci ricordano che il “sogno” resta l’ultimo baluardo per orientare il nostro avvenire.
L’essenza fantastica della Mitologia
La Mitologia è una delle varie scienze umanistiche, ma si distingue dalle altre per il materiale su cui opera, che è di natura essenzialmente poetica e fantastica. Infatti, sia la fantasia che il sentimento sono caratteristiche delle creazioni spontanee e si alimentano alle fonti vive dello spirito e dell’animo.
Il Mito nasce da una collettività antica e difficilmente si forma quando i popoli hanno superato un certo stadio di cultura e di civiltà. Esso corrisponde a una mentalità e a una psiche primitive o almeno semplici: i mondi di immagini e concetti che la mitologia studia sono lontani da noi nel tempo e spesso anche nello spazio. Questa dimensione appare oggi estranea alla realtà europea, immersa nel tumultuoso frastuono dei nostri giorni e nell’avanzare frenetico della tecnologia, dove pare non esserci più spazio per la fantasia e l’ingenuità del sentire.
Dalla parola al logos: l’evoluzione del termine
Come è noto, il termine “mito” è di origine greca: in Omero mythos significa semplicemente parola o discorso. Solo più tardi viene ad indicare sia un racconto intorno a divinità ed eroi, sia una narrazione intesa come sinonimo di favola. In Platone troviamo poi il vocabolo mythologhia come raccolta di miti e studio scientifico di essi.
Due fatti influiscono sulla formazione di questa disciplina che permane viva ancor oggi: l’ampliamento del materiale — ovvero la progressiva conoscenza dei miti che dall’India, dall’Egitto, dal Perù e dalle civiltà Italiche giungono a noi — e lo studio dettagliato dei linguisti sulle fonti scritte. Si giunge quindi alla conclusione che il mito è il prodotto della psiche collettiva al pari del linguaggio e del costume, permettendoci di recuperare in esso il nostro passato.
Il Mito nell’era della Fisica Quantistica
Nonostante la modernità, siamo ancora affascinati dai miti. Essi conservano intatto il loro valore spirituale e dicono ancora molto a generazioni affaticate dalla lotta per dominare la materia.
Studi recenti sulla fisica quantistica ci rivelano l’assenza di materia così come noi la intendiamo: essa si frantuma fino all’infinitamente piccolo. In questo scenario, tra spirito e materia, per l’uomo spesso confuso e incerto del suo avvenire, resta la guida del mito e del sogno.

