di Ritangela Tomasicchio

Premessa: Quello che segue è un esercizio di satira, come la rubrica in cui è inserito, nel quale la realtà viene deformata, amplificata e reinventata per scopi narrativi. I protagonisti, pur ispirati a figure note, agiscono in un mondo immaginario che non pretende in alcun modo di descrivere eventi realmente accaduti. Biancastella (Amministratore responsabile del Blog)
Cronache da un mondo parallelo
I miei servizi segreti mi tengono sempre aggiornata. Putin ha fissato la sua nuova residenza al Giardino d’inverno di San Pietroburgo che diventerà Sputingrado, visto che Lui è l’ultimo Zar. Della zarina non si sa ancora nulla.
Una volta alla settimana, col suo jet privato, in gran segreto, a San Pietroburgo arriva Trump che porta al collega vecchie copie di Topolino. Tra i personaggi preferiti, tutti gli animali della fattoria di nonna Papera con cui forse identifica i leader europei. A Trump vengono date le avventure di Ceburashka.
Purtroppo i bambini russi seguono le avventure del cartone animato Ceburashka, un animaletto indefinito, tra la scimmia, l’orsacchiotto ed il topolino che, naturalmente, senza sentire il parere del suo creatore, Putin ha vestito da soldato ed armato di sana pianta per pubblicizzare la guerra in Ucraina. Molti soldati russi portano un piccolo peluche di Ceburashka come porta fortuna.

Nel 1943 anche Paperino andò in guerra contro Hitler e francamente nel bene e nel male il coinvolgimento dei bambini in queste orribili realtà non mi piace.
Insieme i due leader adorano, è ovvio, Paperon dei Paperoni, ma anche le strategie dei Bassotti, loro simili, su cui discutono nello studio di Alessandro I e negli appartamenti privati dei Romanov. Insomma si spartiscono terre, paesi, alleanze a livello mondiale.
Fortunatamente l’Italia non ha molte risorse minerarie, ma non vorrei che per la loro avidità venissero a cercare personalmente l’oro nel Po e con i loro piedi lo inquinassero ulteriormente.
Sempre i miei servizi segreti mi hanno informato che Putin ha una splendida e costosissima collezione di soldatini dell’armata di Napoleone che schiera su di un pregiato tavolino di malachite sbrecciato dai suoi pugni quando i droni ucraini colpiscono basi russe.
Inoltre come nel vecchio film “Il Dittatore”, interpretato da Charlie Chaplin, che impersona Hitler, i due leader giocano con un enorme pallone raffigurante il mondo lanciandoselo per fare ginnastica.
Per omaggiare l’ospite, Putin gli fa trovare un abbigliamento da cowboy con tanto di cappello ed un toro da rodeo elettrico nei giardini interni. Francamente il meccanismo non è per nulla veloce, ma Trump con la sua mole cade sempre e, nonostante al ritorno litighi con Melania gelosa che gli chiede spiegazione dei lividi, continua a cavalcarlo tra i sorrisi ambigui di Putin.
Puntualmente a mezzogiorno si telefona a Bibi per augurargli un buon pranzo e i due leader cantano:” Siam tre piccoli porcellin, siamo tre fratellin, mai nessun ci dividerà, tra-la-la-la-la“.
Attendo altre notizie sulla Cina, il Brasile, il Venezuela (dove ha già colpito) e l’Africa.
Intanto, mentre Putin e Trump cantano e giocano, si diffondono nel mondo notizie terroristiche su quelle che potrebbero essere le zone dove sfuggire alla bomba atomica.
A questo punto apro una parentesi. Anni fa Putin regalò alla mia città, Bari, una statua raffigurante San Nicola, vicino alla Basilica, che non si rimuove soprattutto per rispetto al nostro Santo che per il momento non prende ancora provvedimenti per far cessare la guerra.
Quello potrebbe essere un luogo sicuro e siamo pronti ad accogliere uomini e donne oneste di tutte le razze all’ombra delle mura della secolare Basilica, perché la città di Bari è “amante dei forestieri”. Insomma Bari è destinata ad essere caput mundi, ma speriamo che ciò avvenga, ma non per la bomba atomica.
Concludendo, c’è una certa indecisione sull’opportunità di cambiare il nome alla città di Putignano nella nostra provincia barese, ma siccome i suoi abitanti hanno sempre la capa alla sciocua ( la testa al gioco), come diciamo noi in vernacolo, organizzando feste e sfilate di carri carnascialeschi più belli di quelli di Viareggio, forse non è opportuno preoccuparsi. A parte il digramma gn, con cui si prendono le distanze da Putin, la mentalità degli abitanti di Putignano non è per nulla belluina, anzi. Scegliete Putignano come meta per il carnevale e tra orecchiette, braciole e vino buono, ve ne renderete conto.

