La poesia 47

di Ritangela Tomasicchio

ED AMARAMENTE, PRENDIAMOCELA A RIDERE

Queste sono due poesie di Ritangela, con un suo molto particolare commento, da condividere con chi è o si sente solo tra Natale e Capodanno

26 DICEMBRE
Piccole luci ammiccanti
nel buio delle festività,
ingannatrici, ostentano
false serenità,
certo non tue.
Allora il tentativo meschino
di spiare dalle finestre illuminate
la vita degli altri.
E si acerbano
Solitudini
Rimpianti
Abbandoni
Esclusioni…
E si accendono voglie sopite
di calore e comunione.
E ti attirano quei portoni
che per te
per diffidenza, forse,
per dispetto
o menefreghismo
non si apriranno
Mai.

La seconda poesia Ritangela me l’ha recitata per telefono con la voce chioccia per imitare una vecchia psicologa da strapazzo in un intento consolatorio, ma degna solo di un bel paliatone (in vernacolo napoletano significa”bastonatura” dallo spagnolo apalear= battere) da parte di un suo paziente esasperato.

1 Gennaio 2026
Le festività alienano,
scavano solchi profondi
nell’animo.
Franano i percorsi abituali,
interrompono le attività giornaliere
che distolgono dai dolori.
Nella solitudine le festività
hanno un senso malvagio.
Stanotte, l’insonnia
avrà ancora poca vita
prima dell’alba.
P.S. Fortunatamente dopo il 1gennaio non c’è un giorno festivo e la ripresa è scioccante, ma terapeutica.