di Tindara Bonfiglio

Chissà per quale strano artificio di Marketing non c’è supermercato, negozio, ufficio e spesso qualche casa in cui, già dai primi di Novembre, non faccia bella mostra di sé un bell’albero di Natale proveniente direttamente dalla taiga. Perfino a Ferragosto in alcune località sono allestiti i mercatini di Natale, un’attrattiva per i tanti turisti che vogliono accaparrarsi il regalo più originale, dai guanti di vera pelle di finta renna agli “introvabili”.
Sembra che in una società sempre più dominata dal consumismo e dalla corsa ai regali, in un’epoca in cui si registrano difficoltà anche economiche e molti soffrono di solitudine, lo spirito natalizio sbiadisca dietro gli interessi commerciali.
Con largo anticipo sui nostri tempi Italo Calvino ha raccontato ironicamente tale fenomeno nella novella I figli di Babbo Natale, in “Marcovaldo ovvero le Stagioni in città”.
Il protagonista è Marcovaldo, un impiegato precario di una fantomatica ditta Sbav che viene scelto per recapitare doni natalizi a domicilio ai figli dei ricchi, proprio lui che, essendo povero, non ne può fare ai suoi. Ed ecco che come un rider ante litteram travestito da Babbo Natale e in compagnia del figlio con il moto- furgoncino percorre la città “festosa e produttiva”.
Consegna il trecentododicesimo regalo a un bambino ricco, il quale ormai disincantato e assuefatto a tal punto da non credere più a Babbo Natale, finirà per distruggere e incendiare la sua casa. Ne è causa inconsapevole il figlio di Marcovaldo il quale, pensando che quello fosse un bambino povero come lui, per farlo felice aveva avuto l’idea di regalargli alcuni oggetti che aveva recuperato nella sua misera casa: un martello, un tirasassi e un pacchetto di fiammiferi, oggetti notoriamente distruttivi.
La singolarità è che l’Unione Incremento Vendite Natalizie lancerà il Regalo Distruttivo per accelerare il ritmo dei consumi e ridare vivacità al mercato.
Intanto Marcovaldo, per celebrare in qualche modo il Natale con la famiglia e far mangiare del pesce fresco ai figli, andrà a pescare nel fiume inquinato della città.
La situazione paradossale e amara del racconto è ancora molto attuale e ci fa riflettere sulle contraddizioni della nostra società. Il Natale dovrebbe essere un’occasione per connettersi agli altri e di condivisione.
I rituali quali decorare l’albero, scambiarsi i doni, il pranzo della Festa potrebbero farci riscoprire la gioia del tempo trascorso insieme alle persone care.
Ora, a proposito dei pranzi natalizi, propongo delle ricette che utilizzano cibi semplici e locali. Sono piatti regionali che si tramandano di generazione in generazione, che raccontano storie e che rappresentano con la loro tradizione gli affetti familiari.
RICETTE

CUBAITA DI TRIORA (LIGURIA)
Ingredienti
- 18 ostie; 100 gr di gherigli di noci; 100 gr di nocciole; 100 gr di mandorle; 150 gr di miele millefoglie; scorza grattugiata di un’arancia; 1 cucchiaio d’acqua.
Tostare la frutta secca in forno a 150° per 15’. Quando è pronta, pestarla un pochino nel mortaio. Scaldare il miele con 1 cucchiaio d’acqua, quando schiuma spegnere il fuoco e versarvi la frutta secca e la scorza d’arancia. Mescolare. Distribuire il composto su un’ostia e ricoprire schiacciando un po’ con una seconda ostia. Lasciare riposare sotto un peso tutta la notte, in modo che il miele si solidifichi e tenga insieme il tutto.

POLENTA E BACCALA’ ALLA VENETA
Ingredienti
- 1 kg di baccalà già ammollato; 500 gr di passata di pomodoro rustica; 1cipolla bianca e uno spicchio d’aglio; Olio evo; 250 gr di farina gialla per polenta; 1 L di acqua; Sale
Sciacquare, tagliare a pezzi e infarinare il baccalà. Friggerlo e tamponarlo con della carta assorbente per togliere l’olio in eccesso. In una padella versare due cucchiai d’olio e unire la cipolla tagliata a fettine, l’aglio e due cucchiai d’acqua, fare cuocere fino a quando è morbida. Unire il baccalà, la passata di pomodoro e fare cuocere per 20minuti. Intanto preparare una polenta corposa e morbida, metterla in un piatto di portata e versare il baccalà con il sughetto.

VINCISGRASSI MARCHIGIANO
Ingredienti
- 500 gr di sfoglia fresca o da cuocere; 300 gr di polpa di manzo; 300 gr di polpa di maiale; 200 gr di durelli di pollo; 200 gr di fegatini e cuore di pollo; 50 gr di pancetta; ½ bicchiere di vino rosso; 400 gr di passata di pomodoro; 100 gr di parmigiano; 1 cipolla; 1 carota; una costa di sedano; 1 foglia di alloro; olio evo; sale e pepe.
Sminuzzare a coltello le carni. Preparare il soffritto con le verdure e la foglia d’alloro, unire la pancetta a dadini e dopo 1 minuto unire la carne di maiale e di manzo e spolverare con sale e pepe. Fare rosolare per 5/6 minuti e sfumare con il vino rosso. Unire le frattaglie di pollo, aggiungere la passata di pomodoro e il brodo e far cuocere per un’ora e mezza o due, finché il sugo si è ristretto. In una teglia alternare la sfoglia lessata o da cuocere con un’abbondante strato di sugo e parmigiano grattugiato; completare con il sugo e il parmigiano. Cuocere a 180° per 30/40 minuti.

SARDE A BECCAFICO ALLA SICILIANA
Ingredienti
- 600 gr di sarde; 100 gr di pane raffermo grattugiato; 4 filetti di acciuga; il succo e la scorza di un limone ( se piace scorza d’arancia); 1 cucchiaino di zucchero; prezzemolo tritato; 30 gr di uva passa; 30 gr di pinoli; foglie di alloro; sale e pepe; olio EVO.
Pulire e lavare bene le sarde togliendo la lisca e lasciando intatta la coda. Mettere le sarde su carta assorbente per eliminare l’umidità in eccesso. Tritare i pinoli. Mettere in un tegame l’olio e le acciughe e schiacciarle con una forchetta per scioglierle. Aggiungere il pane grattugiato con un po’ di sale e pepe e i pinoli, farlo dorare mescolando di frequente. Mentre il pane tosta, ammollare l’uvetta per 10 minuti e strizzarla bene. Mettere il composto di pane in una ciotola, aggiungere la scorza grattugiata di limone, il prezzemolo, l’uvetta e il succo di mezzo limone nel quale avrete sciolto lo zucchero. Amalgamare bene, aggiungendo se necessario un po’ d’olio per ottenere un impasto morbido. Preriscaldare il forno a 200°. Mettere su una sarda un po’ di composto e ricoprirla con un’altra sarda. Se le sarde sono grandi le potete arrotolare.
Le sarde a beccafico vanno messe su una teglia leggermente unta d’olio e spolverizzata con poco sale e pangrattato. Vanno posizionate strette, alternando dei pezzetti di foglia d’alloro. Spruzzare la superficie con succo di limone e olio. Infornare per 15’ e lasciare intiepidire prima di servire.
