Un trionfo pianistico da record

di Biancastella

Commenti ed eventi culturali a cura di Biancastella
Auditorium della Biblioteca Nazionale di Bari

Sabato 6 dicembre, l’Auditorium della Biblioteca Nazionale di Bari “Sagarriga Visconti Volpi” ha ospitato un evento che ha oltrepassato i confini del semplice concerto: “Da un dito a… 30 mani su un pianoforte solo“. Io c’ero, e posso testimoniare che è stata una esecuzione visivamente e concettualmente spettacolare, basata sull’unicità del sensazionale gruppo dei Guiness Piano Heroes. L’evento è nato dalla mente geniale, dall’organizzazione impeccabile e dalla regia visionaria di Angela Montemurro, la musicista che, insieme al Maestro Francesco Lentini, (suo compagno nella musica e nella vita) ha dato il via alla prestigiosa Stagione dei “Concerti in Biblioteca” dell’EurOrchestra.

La vera scintilla dell’evento è stata la struttura del programma, voluta e interamente trascritta dalla Montemurro, concepita come una vera e propria escalation logica e spettacolare. Si è partiti da un minimalismo estremo con la Tartina di Burro di Mozart per un dito solo, spiritosamente eseguita da M. De Candia con le altre dita “bloccate” e l’ascesa è poi proseguita con la prova della mano sinistra sola, grazie al Preludio op.9 di Scriabin interpretato da R. Drizia. Da qui, una progressione mozzafiato ha portato alle quattro mani rossiniane, con l’Ouverture da L’Italiana in Algeri eseguita da E.Pani e B.Rinero e l’Ouverture dal Barbiere di Siviglia eseguita da M.De Candia con V.Cofano. ll climax della preparazione tecnica ha raggiunto le sei mani con la Romanza e Valzer di Rachmaninoff, eseguita dalla stessa Montemurro insieme agli allievi De Angelis e Galantucci, per poi espandersi alle otto mani in un brano di Vivaldi, con E. Pani, B. Rinero, F. Capozzi e A. Spinelli impegnati in una vera e propria acrobazia di sgabelli. L’apice è stato raggiunto nella formazione a sedici mani con La Strada di Nino Rota, prima di giungere all’attrazione tanto attesa: il gran finale a trenta mani.

Questo approccio originale e di grande spettacolarità ha creato un coinvolgimento crescente ed elettrizzante negli spettatori, così numerosi da esaurire i posti a sedere e molto generosi negli applausi. La serata, tuttavia, non è stata solo un’acrobazia da record, ma ha spaziato con audacia e varietà stilistica dal Barocco al Classicismo, dal Romanticismo russo al repertorio spagnolo (con la Fantasia d’Aragona di Albeniz eseguita da Nicola Nasca). Un tributo appassionato è stato riservato anche alla musica italiana e ai suoi compositori, come nella meravigliosa trascrizione della Montemurro de La Strada di Nino Rota. Il repertorio si è dimostrato vario e trasversale, toccando anche il tango con il magistrale Libertango di Piazzolla eseguito da C. De Angelis e Yanyng Bao. Anche altre due esecuzioni hanno entusiasmato la platea: un brano di Vivaldi per controtenore e pianoforte, cantato da N. Tanzella, che ha offerto una pausa timbrica inaspettata e la bella sorpresa prima del gran finale: Chicco De Angelis, un giovane pianista che definire virtuoso forse non basta, si è rivelato anche un talentuoso compositore, regalando l’esecuzione di un suo pezzo, la Ballata bulgara, in omaggio al paese che attualmente lo ospita per motivi di studio.

Chicco De Angelis

Siamo giunti così al trionfo finale delle trenta mani. La selezione dei brani, operata ancora una volta dalla Maestra Montemurro, dalla Badinerie di Bach al Galop di Lavignac (celebre prova del Guinness), fino all’omaggio alla canzone popolare italiana con l’irresistibile Funiculì- Funiculà, cantata anche dal pubblico entusiasta, ha garantito al concerto, ai suoi esecutori e alla sua ideatrice un’uscita di scena memorabile e gioiosa. Insomma, l’intelligente combinazione di virtuosismo tecnico, varietà stilistica e valore di Guinness World Record ha celebrato l’arte pianistica in una chiave nuova, spettacolare ed emozionante.

Saluti finali
Montemurro dirige il gran finale