Un nuovo approccio all’opera d’arte (IIªparte)

di Ritangela Tomasicchio

Immagini 8 a cura di Biancastella

L’Arte di Arnaldo Pomodoro: Sfere e Significati

Le sculture astratte, per la loro comprensione, hanno bisogno di una preparazione, di un dialogo con l’autore, di una sensibilità da tempo acquisita soprattutto nel percorso scolastico.

Basti ricordare, come esempio, le opere di Arnaldo Pomodoro, la cui morte avvenuta recentemente il 22 giugno scorso, costituisce una grave perdita per il mondo artistico e non solo, in quanto ha creato un legame indissolubile con la sua città, Pesaro. La sua Sfera Grande, posta sul lungomare di quella città, è quindi fruibile all’aperto, nel sociale, come quasi tutte le altre sue sfere, secondo i canoni, a mio avviso, dell’Estetica relazionale.

Inoltre le sue opere, alcune delle quali presenti nei cortili e nelle piazze di Milano, dove l’artista ha vissuto e a Roma, nel piazzale della Farnesina, s’inseriscono senza imporsi nel contesto urbano ed hanno oltrepassato i nostri confini. Una sua sfera “Forma solare” si trova a Copenaghen, un’altra è davanti al Palazzo di Vetro dell’ONU a New York e contiene una sfera più piccola anch’essa spaccata.

Ecco che l’arte esposta all’aperto, nel sociale, è in grado di comunicare, relazionare col mondo, grazie ai suoi contenuti ed alle sue simbologie, a cui ciascuno può dare il significato che vuole.

Le sfere, lucide e perfette, mostrano i loro ingranaggi dalle spaccature. Una metafora per sottolineare come sia possibile mantenere equilibri esterni grazie al controllo dei propri sentimenti e della propria psiche, oppure raggiungere la perfezione in ogni campo con un allenamento o un lavoro certosino ed uno studio costante, unitamente ad un’analisi, ad una progettazione.

Questi sono i significati più semplici, i primi che mi vengono in mente, ma da un’osservazione più attenta delle sfere, ad esse si può attribuire il senso luminoso della perfezione, dell’infinito, dell’armonia, dell’universo.

Secondo alcuni critici, e non a torto, le sfere di Arnaldo Pomodoro ricordano la magia, contengono ingranaggi che svelano il mistero della perfezione, rendendole vitali come un ventre materno, rappresentando un vero fulcro di forze.

Preciso che Arnaldo Pomodoro non ha realizzato solo sfere e sarebbe piacevolissima una ricerca personale, da parte dei lettori del Blog, volta a scoprire tutte le altre sue sculture, come il monumentale e spettacolare obelisco Novecento, opera controversa sia per la simbologia, sia per la sua posizione e l’incuria del comune di Roma che la lascia circondata da rifiuti. Per inciso, noi Italiani non sappiamo custodire degnamente le opere d’arte come fanno all’estero. Su quest’opera aspetto i vostri commenti, con la soddisfazione da parte mia che questo breve articolo possa aver suscitato curiosità.

Infatti, secondo i consigli didattici del mio enigmatico prof. di latino e greco, quando diventai sua collega, non bisogna mai dare tutto agli alunni, e non solo, ma mettere in grado tutti di saper compiere ricerche da soli se, cosa importante, si riesce a suscitare curiosità in chi ti ascolta.

Non posso fare a meno di sottolineare, però, che la scultura sia una delle forme d’arte più complesse che per essere compresa ha bisogno dell’esegesi del docente e degli apporti dello storico e del critico d’arte in grado di sollecitare gradualmente la sensibilità del fruitore.

Inoltre considerando il materiale utilizzato, come il marmo o in questo caso il bronzo e l’acciaio, è scontato che la scultura presupponga dedizione, fatica ed usura fisica da parte dell’autore, si pensi sempre al tormento di Michelangelo ed alla sua condizione fisica.

Infine, a prescindere da quelle che sono gusti e sensazioni soggettive, il critico d’arte dovrebbe rendersi conto, lui per primo, delle tecniche e, per essere obiettivo, provare a dipingere, provare, perlomeno, a sporcarsi le mani con i colori, a realizzare le stesse sfumature presenti in un quadro, oppure a maneggiare la materia informe a cui l’artista scultore dà vita. Tutto questo per rendersi conto delle difficoltà della creazione.

Concludendo, con umiltà preciso ancora una volta che questo mio scritto vuole essere solo un input, perché si generi curiosità intorno all’arte contemporanea che è manifestazione del nostro essere uomini, proprio ora che, giocando con l’idea della guerra e dell’annientamento totale, stiamo dimenticando di esserlo.