Cose di famiglia o delle memorie di un trullo

Il sale sulla coda 33 a cura di Biancastella

Mi è stato raccontato che mio cognato da fanciullo, piccolo esploratore solitario, si arrampicò sulle chiancarelle grigie della cupola del trullo delle vacanze forse per avere una precoce consapevolezza dei suoi orizzonti futuri.

All’orizzonte, nello spettacolo dei nostri limpidi tramonti dalle sfumature infinite, si delineava bianca la chiesa madre di Locorotondo tra voli di rondinelle. Di fronte a tanta bellezza, il cuore del bimbo s’intenerì e si sentì libero come quegli uccelli, ma, per lo sforzo della salita, le gambe in tensione incominciarono a non farsi sentire più ed il ragazzino si abbracciò al pinnacolo del trullo. Allora la palla posta sulla sommità, vista la vetustà della costruzione, si mosse e cadde. Grazie all’intervento del Genius loci, che non voleva turbare la serenità della campagna e l’afflusso futuro dei turisti, la palla deviò dalla testa del piccolo che diversamente non avrebbe più visto orizzonti vicini e tanto meno quelli lontani.

Da quell’evento, quasi per ringraziamento, mio cognato trascorre le sue estati nel trullo avito con la moglie e, mentre lui si dedica alla lettura, lei serena dipinge e scopre cose ed abitudini del tempo che fu.

IL TRULLO DELLE MERAVIGLIE
Lilli, l’artista, cinguetta,
finalmente libera e felice,
mi mostra i suoi quadri, le sue creazioni,
e colori e pennelli, nelle nicchie del trullo,
ripone.
Dalle rustiche travi del soffitto,
punteggiate di chiodi,
pendono ciuffi di spezie odorose,
una treccia d’aglio
per cacciare le streghe cattive ed invidiose,
ed il rosso dei pomodori appesi
spicca sul bianco di calce delle pareti.
E poi tanti utensili d’un tempo
e cose curiose…
Nero si mostra
un antico ferro a carbone
come un drago dentato,
pronto quasi il fuoco a sputare.
Su una mensola un mattarello,
“ u laganare”, con uno stricaturo
di legno d’ulivo ormai sbrecciato
ornato di fiori pittati a colori teneri, vivaci,
come omaggio a mani stanche
di antiche contadine padrone.
E tante pietre, istoriate con gusto,
per fermare all’alba i bei sogni.
Ed ogni meraviglia sulla scena s’impone
come emblema d’abitudini antiche e sane
in un lavoro strenuamente vissuto…
Infine in alto,
sopra ogni cosa
i Santi…
Sono statuette sbiadite
e proteggono ancora chi,
in quel trullo,
nella campagna silente
la pace ed il torpore
col canto delle cicale,
dopo tanto lavoro,
vuole solo trovare.
Ma con le stelle
Trullallero, il folletto
sempre porterà puntuale
lucciole, giochi e schermaglie
d’amore.

Ritangela Tomasicchio composuit luglio 2025 in Locorotondo ( BARI ) Le fotografie, gentilmente concesse, sono riproduzioni delle opere dell’artista Lilli Colossi.