
Anni fa feci un viaggio in Andalusia con amici e colleghi. Da allora ho vivo il ricordo di Maria Grazia Beverini del Santo, sorella della cara amica Adriana, Presidente del Premio “Montale Fuori di Casa”. Fu un tour bellissimo che rafforzò i miei legami con una persona speciale ed è a lei che da un decennio non è più con noi che offro questo ricordo indelebile
Giosanna

Di Maria Grazia del Santo – pronuncio con grande nostalgia questo nome – non occorre ricordare i suoi meriti per le svariate attività letterarie di cui ha sapientemente arricchito il suo percorso umano a La Spezia e a Firenze come docente di latino e greco nei Licei Classici; a me interessa piuttosto la donna Maria Grazia – la madre la moglie – e per questo voglio riportare alla mente un frammento di vita di quel viaggio.
Andalusia, piena estate caldo torrido…eravamo a Ronda un paese dell’interno, noto come meta per un Orrido spettacolare e una chiesa non meno spettacolare dove gli strumenti di tortura dell’inquisizione sono esibiti quasi a monito di un “vade retro Satana“.
Sotto il sole cocente di luglio cercavamo refrigerio in qualche sparuto angolo verde e ci apparve come un miraggio una vasca zampillante; il piccolo gruppo (eravamo in cinque, Grazia, Luciano, Adriana, Emilio ed io ) si affrettò verso la frescura e ho vivo nel cuore e negli occhi il gioioso correre di Grazia che aprendo le mani all’acqua si rinfrescò il viso…Fu un attimo…Luciano il marito, facendo conca con le mani, le gettò addosso tutta l’acqua che potè in un tintinnio di risate e strilli sommessi. Grazia si ritrovò con il bianco e leggero vestito di lino appiccicato al corpo mettendo in risalto” le sue belle forme”.
Cosi la voglio ricordare, bella e gioiosa nel vestito che lasciava intravedere tutta la sua femminilità… e quel sorriso nel sole dell’Andalusia, in un giorno qualunque, di una estate qualunque, nell’eternità del ricordo.

