
Cara Biancastella,
mia preziosa e solerte redattrice, mia piccola paffutella Casa Editrice itinerante, ora rinfrescata dal greco mar, ora dall’oceano delle Canarie, ora veleggiante per le coste vitazzuole della Riviera Romagnola…t’inseguo on-line, ma penso di avere un problema psicologico: l’ entomofobia che si acuisce proprio in questi giorni di caldo estremo, col risveglio degli insetti con intenti peggiori di quelli di Putin.
Giorni fa ho chiuso mio marito a chiave in camera da letto, perché uccidesse una falena nera che si sollazzava a volare attorno al lampadario ed a giocare a nascondarello.
Faccio sempre così, finché lui non mi comunica, dopo il rumore di sventolate di vestiti e asciugamani, che il safari è finito ed ha come prova schifosa il cadavere dell’intrusa. Si sente un eroe, ma non lo dà a vedere.
Ieri notte ho sentito un “CRANC” sotto la scarpa e mi sono resa conto con terrore di aver ucciso un grillo che poteva saltarmi addosso. Mia figlia aveva un esame il giorno dopo. Figurati di notte che casino poteva combinare in casa la mia voce stridula con vocalizzi alla Callas. I condomini avrebbero chiamato il 113.
Le formiche, perché sono piccole, vigliaccamente le ammazzo tutte. E siccome quelle disoneste sono intelligenti, lascio per un po’ i loro cadaveri, così le altre capiscono a cosa vanno incontro. E vedo, effettivamente, che si tirano indietro, tornando a casa loro.
Il guaio è che io amo la bellezza e purtroppo non so trovare la bellezza del Creatore, in quegli esseri che comunemente vengono ritenuti brutti: i pipistrelli, le falene, le cavallette e che comunque hanno un ruolo nell’ecosistema.
Perfino il corpo delle farfalle più belle e tropicali mi fa schifo. E sembra che io gli insetti li attiri tutti. Sarò un fiore profumato?
Insomma per il momento mi sono documentata sui lepidotteri e sono rimasta affascinata dal fatto che alcune falene abbiano sulle ali scaglie in grado di destabilizzare gli ultrasuoni dei pipistrelli che disorientati non riescono più a localizzarle per papparsele.
Inoltre, come al solito, noi siamo responsabili del fatto che le falene non rimangono nel loro ambiente, perché con l’inquinamento luminoso facciamo in modo che si attivi in loro il fenomeno della fototassi, ossia l’essere attirati dalla luce e nello stesso tempo il respingerla.
Da tutto ciò ed anche dal mio immotivato terrore, è nata la composizione seguente e che spedirò ad un’amica insegnante, perché possa educare gli alunni all’amore per le falene. Io rimango, però, così come sono…fobica ed anche professionalmente… didatticamente deformata. Baci, Ritangela

LA FALENA SCURA
La leggenda narra
che una farfalla,
per invidia o maleficio,
perse i colori
e la bellezza sua leggiadra.
Ma non era l’anima
di una strega cattiva,
né disgrazie annunciava,
eppure nessuno la voleva,
perché proprio brutta era
col corpo peloso
e lo spavento di chi,
accarezzando i fiori,
il volo impazzito
di una falsa foglia avvizzita
scorgeva.
Così, per immotivata vergogna
e lotta con i pipistrelli più neri,
la falena l’ospitalità accettò
di un albero generoso
che le donò,
in una fessura del tronco,
colori stanchi di vita.
La falena solo di notte
usciva,
sbrigava il lavoro delle api
dormienti,
impollinava i fiori
dalle sfumature più delicate
sotto la luce lunare.
E il suo dolore
tra quei colori
si esacerbava.
Ma nessun dolore
nasce per caso
in Natura.
Così altri fiori sbocciavano,
mentre lei spesso si lanciava
in un utile volo
attratta da bagliori
di falsa libertà
ed illusione di ritrovata
felicità di vita.
RITANGELA TOMASICCHIO composuit in BARI, il 7 luglio 2025 per bambini curiosi e nonne narranti.
Cara Ritangela, amica e acuta collaboratrice di questo Blog, anch’io temo inconsciamente le falene nere, ma da quando ho scoperto che questa farfalla appoggiata su una finestra o sul muro, ha un significato molto bello mi fa meno “ribrezzo”. La tradizione popolare, come sai, tramanda che quando una farfalla nera entra in casa è un simbolo di cambiamento, di trasformazione e nuovi inizi, inoltre è considerata come guida per nuove relazioni amichevoli o amorose, oltre al fatto che è utile per impollinare piante e fiori. Per alcuni la farfalla nera è un segno che è arrivato il momento di perdonare, lasciare andare tutti i rancori e guardare le cose con spirito positivo. Insomma non è mai stato dimostrato, nemmeno nella più bieca superstizione, che queste creature siano foriere di eventi negativi, ma purtroppo migliaia di queste specie sono state uccise ingiustamente. Insomma, se una falena entra in casa, cerca solo di farla uscire aprendo la finestra e stai serena, come provo a fare io, senza pregiudizi e inconsce paure. Per questo ho molto apprezzato la tua poesia. Ciao, amica mia Biancastella
