

Duecentocinquanta anni fa nasceva a Bologna Maria Brizzi Giorgi. Bambina prodigio, compositrice, virtuosa strumentista. È stata la Marianne di Bologna nel “triennio giacobino (1796-1799), musicista di rappresentanza della città di Bologna, ha composto ed eseguito l’inno al generale Bonaparte, in sua presenza, nel 1797, ha composto le marce che a Bologna hanno visto sfilare le prime milizie civiche sotto la neonata bandiera tricolore italiana.
Ha fondato l’Accademia musicale (Polinniaca) che ha portato in città la prima “scuola di musica contemporanea”, portando giovani talenti al pubblico più in vista, improvvisando duetti con i più grandi virtuosi del suo tempo. Ha fatto esordire in Italia Isabella Colbran, ha consentito al sedicenne Gioachino Rossini di ottenere la prima recensione a stampa della carriera, si è esibita in duo con Niccolò Paganini…
Con piacere pubblico nella mia rubrica dedicata agli eventi e ai commenti culturali , la locandina e il comunicato dedicata alla promozione della manifestazione che si terrà a Bologna per ricordare il 250esimo anniversario della nascita della grande musicista Maria Brizzi Giorgi, inviatomi dagli organizzatori.
A lei avevo dedicato il 1. giugno 2022 la colonna della mia rubrica su “Il Resto del Carlino” dedicata alle Bolognesi nella storia, che volentieri ripubblico qui.
Biancastella
Musica e grazia: Maria Brizzi grande pianista
“Il nome di Maria Brizzi bella ingegnosa amabile di bontà sincera […] lungamente vivrà”. Così presagiva Pietro Giordani nel 1813 nell’elogio funebre a lei dedicato pochi mesi dopo la sua morte avvenuta nel 1812. E così, prima un convegno, poi, recentemente un corposo volume curato da un libraio antiquario bolognese hanno ridato vita e notorietà a questa amabile e talentuosa musicista. La Brizzi nasce a Bologna nel 1775, cresce in un ambiente dove la musica si respira e a 9 anni si esibisce già in pubblico mentre a 12 viene chiamata ad Ancona dalle suore di San Bartolomeo come organista e direttrice del coro. Tornata a Bologna, nel 1794 sposa Luigi Giorgi, fervente giacobino, ma non abbandona la musica, anzi, “con virile animo”, studia per 4 anni contrappunto e diventa “peritissima” come pianista e anche come compositrice. A 20 anni compone, infatti, musiche che fanno marciare le armate napoleoniche entrate a Bologna e si fa ascoltare e lodare anche dal figlio di Napoleone. Insegna musica ai giovani con i quali ama “improvvisare” e nel 1806 l’Accademia Filarmonica la nomina accademica onoraria, per la sua bravura. Il suo salotto è un ritrovo di musicisti e letterati e Maria vi fonda l’Accademia Polimniaca che vede ospite nel 1808 un giovane Rossini che suona una sua sinfonia accompagnato proprio dalla padrona di casa. Ormai la fama della Brizzi supera i confini di Bologna e dell’Italia, dove peraltro si esibisce spesso nelle sale e nei teatri, per lei sempre gremiti, e vola in Germania e a Vienna dove ottiene le lodi di Clementi e di Haydn. Nonostante tanti successi Maria non è abbagliata dalla vita mondana, preferisce la famiglia e l’amicizia e soprattutto è generosa con i bisognosi, che aiuta talvolta col suo impegno personale. Anche per questa “bontà” mai ostentata, era ammirata e amata. La sua vita ha purtroppo un epilogo prematuro: muore di parto a 32 anni lasciando la famiglia, gli amici e “la minuta e povera gente” in un profondo dolore. Si racconta che, morente, abbia avuto la forza di riunire i suoi cari e di dedicare loro al pianoforte l’ultimo saluto.
