La poesia 32

di Ritangela Tomasicchio

Gelata d’aprile
Si misura il tempo
da vivere
solo nel nevrotico
risveglio di ansie.
Acerbi i frutti
di una stentata primavera.
Nel giallo,
debole il verde dei germogli.
Promessa lontana,
il calore
degli abbracci.
Ritangela Tomasicchio composuit in Bari, aprile 2025


Follia di una insulsa guerra
Quando l’Amore tra le genti morirà,
il mare si ritirerà col sole al suo tramonto
e di un arancio infuocato si chiazzerà l’oltremarino manto,
finché l’estremo suo lembo
si arrotolerà inaridito sotto il più alto monte.
Forse le piogge scioglieranno il cielo…
Forse i fulmini lo ridurranno in pezzi…
Forse s’alzeranno le nebbie nei deserti
ed un turbine di sabbia avvolgerà tutte le cose.
Di certo le stelle scenderanno ad una ad una
in strie luminose,
quali ghiacciati cancelli attorno al mondo prigioniero
vuoto di noi e delle altre umane genti.
E notte, notte di nulla salirà
e sarà per sempre.
Ritangela Tomasicchio composuit nell’aprile 2025


Primavera
Effimera la luce delle stelle
forse da tempo perdute
nel nulla.
Effimero il ritorno
dei sentori e degli stormi
nell’aria ventosa.
Effimera la speranza
nel corale risveglio
della vita.
Svegliati, allora,
cuore
e vola immemore
con i petali rosa
che tremuli abbandonano
il ramo
ad ogni tuo palpito.
Ritangela Tomasicchio composuit in Bari, aprile 2024