Dieci anni e non sentirli…(troppo)

Storie di donne 23 di Biancastella
L’Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna (BUB)

Dalla Direzione al Giornalismo: il mio viaggio dopo la BUB

Sono trascorsi esattamente dieci anni da quando, per raggiunti limiti di età, la mia vita ha subito un cambiamento a dir poco “epocale”. Prima, dirigendola, trascorrevo gran parte delle mie giornate nella magnifica Biblioteca Universitaria di Bologna (questa è la sua denominazione istituzionale dal 1885), immersa in un’infinità di attività: gestione, organizzazione, ricerca e studio. Ho lavorato alla mia scrivania fino alla sera prima di quel fatidico 1° aprile 2015 e solo dopo il saluto del Rettore, il grande latinista Ivano Dionigi, che era venuto a congedarmi con la sua consueta gentilezza e cordialità, ho chiuso la mia stanza. Non ho potuto fare a meno, tuttavia, di lanciare un ultimo sguardo ai ritratti dei fondatori della Biblioteca e di altri personaggi illustri, che da sempre adornavano le pareti della Direzione. Non immaginavo che quel saluto si sarebbe trasformato in un addio definitivo e che, dopo più di diciassette anni di direzione, non avrei più varcato quella soglia.

La mattina stessa avevo “fatto le consegne” alla collega che mi avrebbe temporaneamente sostituito in attesa delle decisioni ministeriali. Questo termine burocratico indica che il responsabile dell’Istituto restituisce non solo tutte le chiavi degli ambienti riservati, ma anche tutto ciò che è contenuto al suo interno, un patrimonio di valore inestimabile costituito da beni culturali, bibliografici, documentari e artistici, sedimentati in oltre trecento anni di storia. Pensavo di poter tornare nel mio “ex-ufficio” per sistemare le carte, ma una volta varcata la soglia dopo le consegne, il mio ruolo di responsabile e funzionaria era terminato. Ero tornata ad essere una semplice cittadina/utente come tutti gli altri.

D’altra parte, avevo già salutato ufficialmente il personale della Biblioteca – ormai ridotto a una trentina di persone rispetto alle sessantadue che avevo trovato al mio arrivo –  e gli utenti: studenti, docenti, ricercatori, amici ed estimatori dei nostri fondi e delle nostre innumerevoli attività espositive. Questo commiato si era tenuto il 17 dicembre precedente, in occasione di un affollatissimo Concerto di Natale, l’ultimo di una tradizione che avevo iniziato nel 1998, alla fine del mio primo anno di direzione, e che era proseguita quasi ininterrottamente fino ad allora. Finalmente, la musica era risuonata nella splendida cornice della settecentesca Aula Magna, dove oggi è tornato il silenzio.

Da quando è terminata la mia esperienza (da gennaio 1998 alla fine di marzo 2015), ho, come si suol dire, “appeso le scarpe al chiodo”. Dopo un periodo in cui ho cercato di riorganizzare la mia vita senza la Biblioteca, ho fatto molti viaggi, seguito con gioia gli studi dei miei nipotini, letto tanto e persino affrontato un trasloco. Ma alla fine, sono tornata ai miei interessi giovanili. Ho iniziato a scrivere per due quotidiani e alcune riviste e sono diventata giornalista pubblicista. Dopo quasi duecento articoli pubblicati e avendo curato, durante la mia precedente attività di direzione, più di trenta pubblicazioni, ho ideato e lanciato il Blog “Biancastella e le sue amiche. Le indomite over”. Questo blog, pur trattando argomenti prevalentemente culturali (storia, sociologia, poesia, letteratura, musica, arte e persino astrologia in chiave psicoanalitica), ha riscosso un successo inaspettato, raggiungendo in questo primo anno oltre diecimila visualizzazioni, per la maggior parte dall’Italia, ma anche da Stati Uniti, altre nazioni europee, India, Cina e altre parti del mondo.

In questo primo anno, pur scrivendo in prima persona per la rubrica “Storie di donne”, non ho mai parlato di me stessa, della mia ricca carriera (sia a livello lavorativo che nell’impegno sindacale e politico-amministrativo), culminata con il prestigioso incarico di Direzione della BUB. E intendo continuare su questa linea, per cui questo breve articolo è un’eccezione pensata per “celebrare” i miei primi dieci anni di vita nuova, ripubblicando “soltanto” alcuni articoli dei tanti che i quotidiani della mia città hanno dedicato a me e alla BUB, per “non dimenticare”, soprattutto a me stessa, alla tenera età di settantacinque anni, quel piccolo contributo che ho cercato di dare alla comunità come “lavoratrice della cultura”.

le interviste sono dell’indimenticabile giornalista culturale de Il Resto del Carlino Cesare Sughi, titolare per anni della prestigiosa rubrica del sabato dedicata ai “Protagonisti della cultura”