
Fausto Zadra (20/03/1934- 17/05/2001), un nome che risuona con riverenza nei circoli musicali, è stato molto più di un grande pianista. La sua vita, un intreccio di passione, dedizione e ricerca incessante della perfezione, lo ha reso una figura leggendaria nel mondo della musica classica. Zadra non era solo un virtuoso del pianoforte, ma anche un didatta illuminato, un mentore che ha plasmato generazioni di musicisti. Il suo approccio all’insegnamento è stato unico e l’eredità duratura che ha lasciato nel panorama musicale è ancora molto viva nei suoi allievi. La nostra amica musicista Angela Montemurro è stata proprio una delle sue più affezionate allieve e per questo abbiamo con grande piacere deciso di pubblicare un suo particolare tributo al Maestro, in occasione dell’ anniversario della sua nascita, sotto forma di lettera.
Biancastella

Lettera ad un Grande Pianista Scomparso
Gent.mo Maestro Fausto Zadra ,
sappiamo per certo che il tuo ingresso nella celeste dimora, nell’ormai lontano 2001, fu coronato da una accoglienza superlativa, sia da parte del Padreterno, contento di ricevere siffatto pianista, sia da parte dei nobilissimi suoi ospiti, quelli di cui si circondava perchè lo rallegrassero con la loro Arte Musicale. Sappiamo quindi che trascorri il tuo non-tempo sia con i tuoi pari che frequentavi sulla terra, come i Maestri Carlo Zecchi e Vincenzo Scaramuzza, a te cari, sia con i tuoi colleghi-idoli, i pianisti Magaloff, Lipatti, Arturo Benedetti Michelangeli, Wilhelm Kempff, e sia con quelli arrivati man mano ad infittire il Parco -Geni del Paradiso, tra i quali, recentemente, sono stati accolti i “gran sacerdoti” Radu Lupu e Maurizio Pollini e la divina (sic) Maria Tipo, e immaginiamo che siate tutti raccolti intorno a due stupendi Pianoforti da concerto dove continuamente vi esibite, avvicendandovi, da soli o in formazioni varie, a due pianoforti, a quattro o più mani, e anche in repertori con orchestra, visto che disponete di direttori di prim’ordine come Maazel, Abbado, Ozawa, Karajan, e numerosi altri, pronti a dirigervi in performances ineguagliabili, con l’Orchestra formata dai migliori strumentisti presenti su piazza, sfoderando così ognuno di voi quello che ha imparato e vissuto in una vita di dedizione alla Musica.
Nella vita mondana la grandezza che vi ha contraddistinto altro non era che una parte delle Scritture che Dio non aveva fatto in tempo ad ispirare e a dettare sulla terra, per cui aveva deciso di trasferire a voi il suo messaggio, e di dotare alcuni di voi, come Angeli Incarnati, della Luce e del Bene di cui è portatrice la Musica. E voi, inconsapevoli profeti, avete distribuito a noi allievi un po’ delle vostre intuizioni, delle vostre emozioni, del vostro sapere, della vostra Armonia, e ci avete aiutato a penetrare nella struttura metafisica del suono, del creare dell’interpretare.
Certo queste vostre Accademie , dove si incontrano Artisti che sono solo Artisti, saranno un po’ diverse dalle tante che sono proliferate recentemente sulla terra, dove è fiorita una transgenica di Musicisti al contempo Specialisti e Tuttologi, giornalisti e critici, giurati e managers, alcuni un po’ incattiviti dalle difficoltà della carriera, altri un po’ spaventati per la poca attenzione dei mass -media, tutti un po’ frustrati per problemi economici e di immagine e pronti a riunirsi in piccole lobbies , sfruttando possibilmente il potere acquisito sul campo, per scambiarsi inviti e collaborazioni .
Tu costoro li chiamavi “ poverini”, e ti dolevi che la parola “ Musica “ si nominasse sempre meno, e che il termine così nobile e struggente di Concerto , si usasse per le esibizioni di cantanti non meglio identificati, ma rock ; ma poi sorridevi, e ti perdevi nel raccontarci le tue storie …
Dunque crediamo che i tuoi pari lassù ti abbiano accolto con gioia, sapendo che eri tu quello che “scavava “nel tocco di una semicroma e che cercava il suono degli Angeli in una scala minore, quello che negli occhi prima che nelle mani esprimeva l’abisso dell ‘attacco della Sonata di Listz , quello che ”entrava nel pianoforte“ col peso del braccio per ottenere un forte, e poi ritraeva dolcissimamente le dita in una strappata lievissima che faceva sentire otto velocissime biscrome, ognuna con la propria “voce“, che era sempre il canto dell’anima. Sicuramente avrete disquisito a lungo sulle problematiche del nostro tempo così limitato, così incerto, così distratto dalle tue note, così dissonante, e starete cercando una soluzione che presto sicuramente suggerirete a qualche altro Angelo Incarnato che ci invierete per rimettere tutto al proprio posto, e ridare dignità all’Arte, alla Solidarietà, all’ascolto dell’altro, allo scambio di Beni materiali e immateriali. Sembra un compito che non debba appartenere ai musiciti, ma la Musica è nipote a Dio, come diceva Padre Dante, e sicuramente nel vostro Convivio si saranno affacciati e siedono con voi tra le stelle grandi filosofi, pensatori, poeti, scienziati, matematici, medici, tutti attirati dalla vostra Musica e tutti decisi a darvi una mano perché l’Armonia regni nel mondo.
Caro Maestro Zadra, siamo certi che tu, nelle pause di questo immenso lavoro di gruppo che state compiendo, continui ancora a far gli oroscopi a tutti, a dare grandi pacche sulle spalle e sulla schiena a chi vorrà diventare tuo allievo lassù. Ne hai di cose da dire, e guarda che forse i tuoi amati Mozart, Beethoven, Schumann, Schubert e gli altri amici che ti siedono intorno ti diranno che avevi ragione tu a lottare per la purezza dell’Arte, e tu sarai tanto contento in Paradiso, dove non ci sono beghe, tutti si rispettano per quello che valgono, e Ognuno sa veramente dell’Altro. Così facevi tu, quando i tuoi allievi ti imitavano, e tu li provocavi invitandoli, con un sorriso un po’ fremente, ad imitarti, tanto “tutto si può ottenere sul pianoforte“, basta “cercare” , ma ognuno di noi pensava, dopo, a casa , che tu avessi dei segreti rapporti con la Musica, di cui neanche tu sapevi …..
Tu ci spronavi a soffrire (ma era una sofferenza gioiosa) per un “ legato a due” , per un accordo “poggiato“ , o “portato“ , o per un “semilegato beethoveniano“ , e nel frattempo cercavi, per te e per noi, le ragioni profonde del perché la psiche umana reagisca all’impatto emotivo del suonare facendo irrigidire i muscoli o i tendini e i nervi, e per questo accompagnavi la tua ricerca tecnico- interpretativa, di pianista e di Maestro, con lo scavare dentro la storia dell’uomo, ma anche dentro tutte le “suggestioni” dell ‘uomo : le teorie esoteriche, l’approfondimento dello studio delle religioni, la simpatia e l’uso delle medicine alternative, l’interrogazione degli astri (per sapere del nostro futuro e dei nostri misteri)
Chissà quanto hai da raccontare ancora:
Ti ricorderemo sempre così , mite e gioviale, irruento e pressante, fonte inesauribile di storie altrui raccontate rivivendole sulla propria pelle, Maestro indicibile per chi non ti ha conosciuto, sempre forte ma sempre debole, sempre in cerca di compagnia per non rimanere solo con la profondità della tua ricerca . Una mazurca di Chopin ci faceva sognare, quando suonavi tu, quel mondo che ora ti godi beato.
Buona permanenza, Maestro, e suona sempre con i tuoi pari.
Bari, 26 febbraio 2025 La sua allieva Angela Montemurro


