La poesia 26

Giovinazzo
L'azzurro del cielo
si perde nel mare
in aerea libertà
ti solleva.
Il sole squilla sui vetri
ed imbianca il gomitolo
di vicoli stretti e misteri.
Volano dal verde dei balconi
gli uccelli,
groviglio di mille pensieri
che si dipana nell'aria.
Nella pace dell'eremo
danzano i sogni
"sulle note
ora dolci
ora impetuose
della perpetua voce
del mare."
Quei sogni che s'infrangono
in spuma iridata
e poi tornano
a consolarti
leggeri
veloci
ai tuoi piedi
col ritmo
di ogni metodica ondata.
Ritangela Tomasicchio,15 gennaio 2016

Neve a Giovinazzo

Mio povero vecchio paese
quasi sempre assolato,
d'un tratto, magicamente
tutto imbiancato,
ammalato di vento
di pioggia
di mare infuriato
in quel cielo di un grigio
spettrale
che lento schiude nell'anima,
con un brivido dolce,
il fiore di un torpore
inusuale.
Dormono nel porto
su una coltre di neve
le piccole barche
come paurose colombe.
Non vogliono il largo,
né le carezze del mare,
ma solo al sicuro
insieme aspettare
che torni il sereno
di sempre,
la grande fontana ricanti,
i cuori si sgelino
e la vita il suo ritmo riprenda
nella piazza d'altri tempi
ora attonita
e priva di gente.
Ritangela Tomasicchio 2014


Al Caffè "Il ragno d'oro" di Giovinazzo
La scoperta di una saletta strana in un vecchio caffè
sulla grande piazza assolata con la magica fontana.
Tutto svela il nostro sole invernale,
ma non il piccolo museo romantico
per il piacere del segreto,
della luce soffusa da annosi lumi,
dell’intimità condivisa
nelle cose vissute da altri.
A tratti il secco odore del legno antico,
onorato dalla polvere del tempo,
si perde nell’aroma caldo del caffè…
E così, mi abbandono all’illusione…
Noto le vecchie pipe in fila sul soffitto
quasi per delimitare i sogni
nelle nuvole di fumo…
Innanzi a me un pianoforte senza spartiti e
muto per la noia,
una centenaria inutile macchina da scrivere
senza racconti o poesie,
un orologio pomposo in ottone
che segna da sempre la stessa ora,
forse della fine di un film…
E seduta, come in solitudine,
penso al preludio di un bacio che non verrà,
un bacio che vorrei lungo estenuante,
eppur lieve sulle labbra umide di golosità,
ma con ancora fame di tanto amore
e, forse per qualcuno, ormai di ridicola sensualità.
Ritangela Tomasicchio composuit il 31 dicembre del 2024.
Le amiche