
Cividale e Aquileia: tesori nascosti del Friuli
di Giosanna Pigoni
Ultimamente ho fatto un breve viaggio in terra Friulana, per visitare Cividale e il Tempietto Longobardo che avevo già visto con gli studenti anni fa.
Ci sono emozioni che è impossibile trascrivere con la parola; in quei luoghi antichi il tempo si ferma e parlano solo le vestigia.



Da Cividale sono passata alla vicina Aquileia perché desideravo vedere quel luogo mitico.
Una passeggiata ad Aquileia si trasforma in un viaggio nella storia, quella storia che ci appartiene: il foro, il porto fluviale, gli stupendi mosaici della basilica e delle domus Romane, delle antiche terme, il sepolcreto e i resti che affiorano con gli attuali scavi ci parlano di un tempo in cui in questa terra confluivano popoli e merci da tutto il mediterraneo, si mescolavano religioni e culture, si affinava l’arte del vetro, si intagliavano gemme e si coniavano monete.
Guardando il pavimento musivo della Basilica Patriarcale si rimane stupiti non solo per la vastità dei mosaici policromi che sono illustrazioni gnostiche dei primi secoli del Cristianesimo, simbologie cosmologiche e allegorie figurate che indicano ai fedeli la via della salvezza.
I mosaici (760 mq. di estensione) raffigurano scontri tra gladiatori, scene di caccia attraverso un’arte decorativa con la quale per mezzo di piccoli frammenti di pietre naturali o paste vitree bianche, nere o colorate applicati sulla superficie viene riprodotto un determinato disegno chiesto dal committente. Lungo sarebbe raccontare il significato delle scene raffigurate lungo il percorso che si effettua su una passerella… tanta è la simbologia che le informa.
Mi ha colpito particolarmente la stupenda visione di pesci, pavoni, galli, tigri e altro quasi come un giardino del paradiso terrestre.
Infine tutto ci racconta di un mondo in fermento, di imperatori in visita, di legioni, di uomini e donne che duemila anni fa abitavano queste terre.Le amiche









