
L’arte di leggere poesie: un incontro di emozioni
La nostra amica “poetessa”, Ritangela, all’inizio di questo secondo anno del Blog: Biancastella e le sue amiche. Le indomite over, ha deciso di fare tutte noi partecipi della sua idea di poesia con un vero e proprio Manifesto poetico; il testo, che di seguito pubblichiamo, è interessante e contribuisce a far conoscere meglio l’autrice e a comprendere fino in fondo le sue poesie che tante emozioni ci hanno fin qui dato
Biancastella
Il mio manifesto poetico:un viaggio di comprensione
Quando leggo una poesia voglio comprenderla per condividerla senza dover fare ricorso a note per capire i pensieri o il vissuto dell’autore. Ogni poesia deve essere indipendente dal suo autore.
Non amo metafore criptiche, né versi incomprensibili da pseudo intellettuali.
Ormai, purtroppo, i poeti non diffondono messaggi sociali contro le ingiustizie o gli orrori di questo nostro vivere “civile”.
Tra le poesie prediligo quelle descrittive che con accuratezza di particolari, ma senza diventare prosa, trasportano in un’altra realtà. San Martino di Giosuè Carducci, per esempio, è un acquerello soave, analitico eppure rilassante. Il poeta inizia con un’ampia visione, paesaggistica, restringe il quadro sul borgo ed infine fa un accenno agli “esuli pensieri”, condizione molto comune agli esseri mortali al tramonto.
Nelle scuole le poesie generalmente sono una realtà compresa solo in superficie a cominciare da Pascoli per finire con Dante. E non parlo dell’esercizio mnemonico che è la morte della poesia. Inoltre i docenti non si attardano sull’educazione alla sensibilità, alla conoscenza dei sentimenti dell’essere umano. Come per la lettura delle opere d’arte pittoriche, scultoree ecc., così c’è bisogno di una graduale lettura della poesia, nelle varie sfumature dei colori dei sentimenti. E questo sarebbe anche un valido approccio psicologico.
Sono anni che cerco di scrivere poesie che spesso affiorano nel mio dormiveglia e cerco poi di renderle comprensibili per me e per tutti. Le definisco “Poesie bambine” per la loro semplicità e facile comprensione.
In fondo cosa sono i poeti se non eterni bambini per la loro fantasia, sensibilità e capacità di emozionarsi anche delle umili cose? E queste cose anche qualcun altro le diceva. Ritangela Tomasicchio
I POETI
I poeti, bambini, cadono dal nulla
o, forse, da una stella lontana…
Planano sulle foreste vergini del pensiero…
Non parlano la lingua dei dotti,
ma quella dei folletti.
Ricordano i colori delle nebulose,
madri abbandonate…
Sognano ad occhi aperti
con lo sguardo liquido e cangiante
rivolto al cielo…
Ascoltano la canzone delle cascate
e s’inebriano nel loro velo iridato…
Ingenui, lasciano intravedere ogni stupore
con un battito fugace di palpebre
come ali di farfalle o colibrì.
E inseguono la fluttuazione,
magica e pulsante
di mille e mille aurore
ai poli del mondo.
Ritangela Tomasicchio composuit a corollario del suo manifesto poetico.

I VECCHI POETI
I vecchi poeti,
eterni bambini,
sulle panchine
guardano le aiuole,
mentre il tempo col vento
crudelmente
fa volare ogni petalo e foglia…
E loro ne inseguono il volo
prima che tutto si perda
nella nebbia
degli stanchi occhi acquosi.
I vecchi poeti
sugli scogli
guardano la veloce indecisione
dei piccoli granchi
e ripensano al fascino
delle lente indecisioni
nella loro vita,
ma senza alcun pentimento.
I vecchi poeti
lasciano che gli aquiloni,
draghi multicolori,
si perdano nell’azzurro del cielo.
I vecchi poeti
in controluce
guardano il pulviscolo
in un raggio di sole
e pensano che quello
sia un altro misterioso universo
da rimanere per sempre inviolato
I vecchi poeti
non hanno fretta
di vivere,
ma di osservare se in loro
c’è ancora sensibilità
per le immutabili piccole,
ma grandi cose.
RITANGELA TOMASICCHIO composuit il 25 giugno 2024 come corollario al suo manifesto poetico "in vecchiaia". Le amiche

