
Abbiamo salutato il primo anno di vita del Blog “Biancastella e le sue amiche. Le indomite over” con un articolo di Marina Zuccoli e diamo inizio al secondo in questo 2025 con un altro suo articolo, che nella vivace immaginazione dell’autrice vuole rappresentare tutte noi che abbiamo dato vita a questa fantastica avventura, colte naturalmente nei momenti salienti della nostra fervida attività creativa.
Biancastella

Penso che sia sulla falsariga di quelle residenze d’artista che erano frequenti in Italia nel primo Novecento, soprattutto a Roma e Firenze, abitate da pittori e poeti sovente iperborei, forse attratti dal clima quanto dai monumenti. E vogliamo parlare dell’attrattiva della cucina italiana?
Il blog dovrebbe disporre di una villa a due piani, niente di lussuoso, dove ogni Amica avrebbe la sua stanza. Biancastella una camera di medie dimensioni, che sembra piccola perché piena all’inverosimile di schedari metallici, raccoglitori, rubriche cilindriche costituite da schedari girevoli. Da lì Biancastella trae il materiale per le sue ricerche sulle donne importanti, ma poco conosciute. Ma non fa solo quello: deve anche coordinare il blog, i commenti, la struttura informatica, fare le interviste, sfornare teglie di pasta e provola per tutte noi: un sacco di cose.
Le poetesse, Ritangela e Giosanna, lavorano in due belle stanze gemelle, con ampia finestra sul giardino, una scrivania e una poltrona rivestita di chinz a fiori in ciascuna. Sulla scrivania di Giosanna un barattolo con le matite Ticonderoga n.5, che usa per appuntarsi i pensieri che, poi, diventeranno versi. Io frequento soprattutto Ritangela, che ha anche un divanetto rigido di velluto bordò e un tavolino basso, in stile “ufficio della direttrice”. Su quel divanetto abbiamo condiviso chiacchiere, risate e qualche delizioso pasticciotto (crema e amarene).
Laura, che cura la rubrica Immagini, lavora in uno stanzone spoglio, giù da tre gradini, felicitato da una finestra a tutta parete. Lì ci sono due torchi per le sue incisioni, i telai per mettere le stampe ad asciugare e, su alcune mensole, le macchine fotografiche con tutta una serie di obiettivi. Nascosto dietro a un paravento cinese (orrendo), un fornelletto, su cui è sempre in bollore un calderone. Lei dice che mette a cuocere radici ed estratti vegetali, per produrre i suoi colori, ma noi Amiche sospettiamo che talvolta ci finiscano dentro occhi di drago e altre magicherìe.
La musicista, Angela, è arrivata da poco, con il suo mastodontico Steinway a coda. Il trasporto del pianoforte, che non passava dalla porta né dalla finestra, è stato roba da far impallidire la fusione del Perseo, per complessità. A un certo momento, ho proposto: “Ma non possiamo smontarlo e poi riassemblarlo?”, ma lo sguardo compassionevole di Angela mi ha fatto desistere. Alla fine, i trasportatori hanno fissato un argano sul tetto e lo hanno issato fino al primo piano, dove c’è una stanza con la portafinestra larga a sufficienza.
Qualche volta noi Indomite ci ritroviamo in cucina per un caffè, un tè o una tisana, ma Biancastella più che altro transita correndo, affannata come il coniglio di Alice.
La mia stanza? Ah sì, dimenticavo. Oltre alla scrivania, ho l’asse da stiro, il ferro e lo spruzzino per inumidire, perché è solo stirando che mi vengono le idee. Alcune Amiche han provato di fare le furbe, proponendomi con voce flautata: “Se vuoi, ti porto anche io qualche camicia da stirare” “E io ho tante magliette che potrebbero ispirarti”.
Oh, belle! Io non ci casco! Le amiche
