ARCADIA All’ora di sempre alitarono le frange delle annose palme nella piccola baia deserta… Una vela bianca apparve come messaggio senza parole riflesso nell’acqua limpida. Subito l’ultimo gabbiano si levò in volo verso il suo nido misterioso, lanciando un acuto stridio: era il segnale. La sirena emerse dalla verde liquidità diafana nel baluginio spettrale della sua lunga coda. Dalla piccola bocca rosso corallo un lamento uscì all’apatica luna, signora del cielo in velluto nero… L’acqua si increspò come percorsa da un brivido. Fuggirono spaventati i pesci piccoli, le alghe, ondeggiando piano piano, ripresero a soffrire. Allora accorsero bianche tremule falene che si posero a corona attorno al capo della sirena, mentre perle e perle si aggiunsero alla lunga collana di lacrime per le sottili dorate catene della sua diversità. Ritangela Tomasicchio composuit nell’estate 2024 quasi un settecentesco lezioso quadretto vivente per il caro amico, marinaio per diletto, Angelo Serrau.
CARROUSEL de Paris Chimerico, inquietante l’abbandono al nulla tra ombre e luci, nell’ovattato gioco di colori, mentre gira la grande giostra e mi trascina al suono metallico, lento, zingaresco di una musica malinconica, randagia, come proveniente da umile organetto itinerante, colonna sonora di un film d’altri tempi, i miei, quelli della mia infanzia e dei suoi ricordi. Provo un lento ed estenuante stordimento sul grande cavallo dondolante in un immaginario galoppo verso sogni lontani quanto la luna piena che ad ogni giro di giostra ritorna e si deforma nei miei occhi socchiusi. Ritangela Tomasicchio composuit settembre 2024. Commento: A Parigi, nei posti più belli della città, ci sono antiche e fiabesche giostre ( carrousels o manèges), non solo per i bambini, ma anche per gli eterni bambini. Adoro quella nei pressi della Tour Eiffel. Nella poesia c’è anche un accenno al film Carousel (in inglese una sola r) ed alla sua famosa colonna sonora che mio padre fischiettava durante le nostre passeggiate.
BASTA POCO Perché nasca una poesia, basta poco. Il nostro sole gentile di novembre… Un uccello che assapora l’ultimo vermino prima di emigrare in un azzurro sereno e generoso. Il nostro Santo in un’aiuola un po’ trascurata, statua bianca nella cornice di un albero dai nuovi caldi colori che, nella brezza leggera, perde le foglie con lentezza elegante… In lontananza tra le palme il mare… Non ho nulla da chiedere al Santo che nemmeno mi guarda. L’importante è essere semplicemente ancora qui ORA. Ritangela Tomasicchio composuit in Torre a mare (Bari) accanto alla statua di Padre Pio, il 28/11/2024, dopo un pasticcino ed un caffè, coniugando il sacro con il profano. Le amiche