La poesia 22

ARCADIA
All’ora di sempre
alitarono le frange delle annose palme
nella piccola baia deserta…
Una vela bianca apparve
come messaggio senza parole
riflesso nell’acqua limpida.
Subito l’ultimo gabbiano si levò in volo
verso il suo nido misterioso,
lanciando un acuto stridio:
era il segnale.
La sirena emerse dalla verde liquidità
diafana
nel baluginio spettrale della sua lunga coda.
Dalla piccola bocca rosso corallo
un lamento uscì all’apatica luna,
signora del cielo in velluto nero…
L’acqua si increspò come percorsa da un brivido.
Fuggirono spaventati i pesci piccoli,
le alghe, ondeggiando piano piano,
ripresero a soffrire.
Allora accorsero bianche tremule falene
che si posero a corona attorno al capo della sirena,
mentre perle e perle si aggiunsero
alla lunga collana di lacrime
per le sottili dorate catene
della sua diversità.
Ritangela Tomasicchio composuit nell’estate 2024 quasi un settecentesco lezioso quadretto vivente per il caro amico, marinaio per diletto, Angelo Serrau.
CARROUSEL de Paris
Chimerico,
inquietante
l’abbandono al nulla
tra ombre e luci,
nell’ovattato gioco di colori,
mentre gira la grande giostra e mi trascina
al suono metallico, lento, zingaresco
di una musica malinconica, randagia,
come proveniente da umile organetto itinerante,
colonna sonora di un film d’altri tempi,
i miei, quelli della mia infanzia e dei suoi ricordi.
Provo un lento ed estenuante stordimento
sul grande cavallo dondolante
in un immaginario galoppo verso sogni
lontani quanto la luna piena
che ad ogni giro di giostra ritorna
e si deforma nei miei occhi socchiusi.
Ritangela Tomasicchio composuit settembre 2024.
Commento: A Parigi, nei posti più belli della città, ci sono antiche e fiabesche giostre ( carrousels o manèges), non solo per i bambini, ma anche per gli eterni bambini. Adoro quella nei pressi della Tour Eiffel.
Nella poesia c’è anche un accenno al film Carousel (in inglese una sola r) ed alla sua famosa colonna sonora che mio padre fischiettava durante le nostre passeggiate.
BASTA POCO
Perché nasca una poesia,
basta poco.
Il nostro sole gentile
di novembre…
Un uccello che assapora
l’ultimo vermino
prima di emigrare
in un azzurro sereno e generoso.
Il nostro Santo
in un’aiuola un po’ trascurata,
statua bianca
nella cornice di un albero
dai nuovi caldi colori
che, nella brezza leggera,
perde le foglie
con lentezza elegante…
In lontananza tra le palme
il mare…
Non ho nulla da chiedere
al Santo
che nemmeno mi guarda.
L’importante è essere
semplicemente
ancora qui
ORA.
Ritangela Tomasicchio composuit in Torre a mare (Bari) accanto alla statua di Padre Pio, il 28/11/2024, dopo un pasticcino ed un caffè, coniugando il sacro con il profano.
Le amiche