Un’italiana a Lanzarote per realizzare un sogno

Storie di donne 15. Le interviste di Biancastella

Biancastella intervista Cristina

Cristina Ghirardelli è romagnola, nata e cresciuta a Ravenna, l’antica capitale bizantina, da circa undici anni vive a Lanzarote, selvaggia e affascinante isola delle Canarie.

Ha 54 anni, ma ha mantenuto l’aria un po’ hippy che doveva avere quando era più giovane e i suoi occhi riflettono la stessa luce di questo posto senza eguali, con dei guizzi che non riescono a nascondere un’antica ribellione, ormai sopita. Da ragazza amava la filosofia, ma dopo un percorso di studi alle Magistrali, frequentate senza particolare passione, per accontentare la sua famiglia si iscrive alla facoltà di Economia e Commercio, ovviamente abbandonata dopo pochi mesi, per l’assoluta mancanza di interesse. Cristina sta cercando la sua strada, prima si affida ai soliti lavoretti precari ma poi si convince ad entrare nell’ Azienda di famiglia, dato che suo padre è un imprenditore nel settore della meccanica. Ma – confessa – il suo carattere è incompatibile con la routine aziendale e allora frequenta dei corsi di formazione e diventa agente immobiliare. Lavora con entusiasmo, la clientela apprezza la sua disponibilità a rispondere alle tante richieste e fonda un’agenzia tutta sua, che ha successo tanto che ne crea un’altra insieme a dei soci, finché un giorno… 

Quando e perché è nata l’idea di cambiare completamente la tua vita?  

L’idea è nata da varie stanchezze. La mia vita era lavoro lavoro e ancora lavoro, ero stanca, c’erano molte cose che non mi piacevano più dell’Italia burocratica e a volte “matrigna” e della mia vita, dove a fronte di tanto impegno, non corrispondevano una soddisfazione e un ritorno economico adeguati, e per giunta avevo poco tempo da dedicare a me stessa. Leggere un libro, fare una passeggiata col mio cane, avere un hobby era praticamente impossibile.E così, dato che ero ancora in tempo per farlo, ho deciso di dare una svolta alla mia vita o almeno di provarci.

Dunque una svolta fuori dall’Italia, ma perché hai deciso di venire proprio a Lanzarote, un’isola, che allora, 10 anni fa, era ancora quasi sconosciuta?

Quando pensavo a un posto fuori dall’Italia dove potermi realizzare, mi affascinava molto la Spagna. Durante un viaggio mi ero innamorata dell’Andalusia e ho pensato che sarebbe stato bello sistemarmi lì, ma poi mi sono resa conto che i problemi delle  città di questa regione non sono molto diversi dai nostri mentre io cercavo qualcosa di più “semplice”, di più genuino e che nello stesso tempo fosse raggiungibile dall’Italia in poche ore di volo. Così una mia amica, –  in queste occasioni gli amici sono preziosi –  mi ha suggerito di andare a vedere la “mitica” Lanzarote ed è stato amore a prima vista.  

Ma avevi un progetto? un sogno da realizzare? e come hai affrontato questa avventura?  

Fortunatamente non era sola, perché il mio compagno ha condiviso la mia scelta o, come giustamente dici tu, il mio sogno e così insieme abbiamo affrontato quasi un salto nel vuoto. Con un po’ di follia e un po’ di coraggio, all’inizio cercavamo qualcosa che ci permettesse di realizzare l’idea di fare una vita più tranquilla, in un paese dove è sempre primavera, il clima è dolce e la luce non si fa desiderare, come accade purtroppo dalle nostre parti. Avevamo trovato, così per cominciare, la gestione di un piccolo bar ma poi il progetto non è andato in porto. Di ritornare a casa e rinunciare all’impresa non ci pensavamo proprio e così abbiamo cercato di rivolgerci all’ambito del turismo, che allora era in piena fase di sviluppo. Abbiamo avuto la possibilità di prendere in affitto il recidence Flamboyant, lo abbiamo ristrutturato per renderlo più confortevole per i turisti che avremmo accolto, abbiamo curato la piscina, il giardino e le risposte positive non sono mancate.

E ancora oggi l’accoglienza turistica è la tua attività prevalente, ma hai fatto grandi passi avanti e la tua vita è veramente cambiata.  Ma raccontami, la fase della preparazione del trasferimento è stata complicata? Che cosa hai lasciato e a che cosa, invece, non hai voluto rinunciare?   

La preparazione alla partenza in realtà non è stata lunga, abbiamo deciso nel giro di pochi mesi di partire, senza pensarci troppo. Abbiamo caricato la macchina con le masserizie che avevamo scelto di portare con noi, io ho fatto una selezione molto accurata e ho portato con me tutti gli oggetti che avrebbero potuto ricordarmi casa mia e gli affetti familiari che stavo comunque lasciando: quello che non avrei mai lasciato in un cofanetto è un ciondolo di ambra a forma di cuore regalatomi da mia sorella che è diventato anche un po’ il mio porta-fortuna. Così, prima di partire ho sgomberato la mia casa, ricoverando i mobili in quella dei miei e l’ho affittata, perché avevamo bisogno di avere un aiuto finanziario sicuro in quei primi momenti. Mi chiedi che cosa ho lasciato e a che cosa non avrei mai potuto rinunciare? Chiaramente mi è dispiaciuto tantissimo lasciare la mia famiglia, i miei affetti e la mia casina, ma non avrei mai potuto separarmi dal mio cane che infatti ho portato con me, affrontando anche molte difficoltà.  Il viaggio è durato parecchio perché siamo partiti in gennaio e ci siamo imbarcati a Cadice, dopo avere percorso tutta la costa prima della Francia e poi della Spagna.

Immagino che hai dovuto affrontare delle difficoltà prima di trovare la strada giusta per realizzare il tuo “sogno”, ti hanno mai costretto a dei ripensamenti? Quante volte hai pensato di riprendere la macchina, caricarla e tornare in Italia?

Come ti dicevo, le difficoltà sono state parecchie, sia per trovare casa avendo con me il cane, perché difficilmente qui ti affittano casa se hai al seguito un animale, poi, tramontata l’idea del baretto, non è stato facile accostarsi al mondo dell’impresa turistica, soprattutto se sei straniero. Pensa che quando andavo a dei colloqui per discutere eventuali proposte commerciali ed ero col mio compagno, non si rivolgevano a me bensì a lui, nonostante fossi io a parlare. Quanti pregiudizi!  Comunque alla fine sono riuscita ad ottenere la gestione di questi appartamenti turistici per 5 anni, poi abbiamo rilevato anche la proprietà  e non mi sono mai pentita anche se ho avuto qualche momento di sconforto in cui ho pensato: chi me l’ha fatto fare?, ma poi il rapporto con le persone che venivano qui in vacanza con le quali  riuscivo ad instaurare una relazione fiduciaria, li consigliavo su cosa vedere, su dove andare a mangiare  o a fare schopping , li aiutavo in caso di difficoltà, mettevo a loro disposizione tutta la mia voglia di rendermi utile perché trascorressero una vacanza indimenticabile, mi ha regalato soddisfazioni molto più grandi dei sacrifici che ho dovuto affrontare. D’altra parte è il rapporto con le persone quello che conta di più e te ne rendi conto quando poi i clienti diventano amici, tornano volentieri e così anche la tua impresa se ne avvantaggia.

E invece il rapporto con gli abitanti di Lanzarote, con le tradizioni di un’isola che rispetto alle altre delle Canarie sembra essere un po’ chiusa e selvaggia, come l’hai gestito?  

 In generale non ci sono stati problemi di cultura o di tradizioni diverse, ma chiaramente l’isola, più di 10 anni fa quando siamo arrivati, era molto indietro e gli isolani erano abbastanza chiusi, scontrosi, duri, perché non avevano praticamente nulla, finchè grazie ad alcuni artisti come Cesar Manrique l’isola è diventata un esempio di sviluppo sostenibile. Questo grande architetto, di cui tu in questi anni hai conosciuto l’opera grandiosa,  è riuscito a suscitare un grande movimento culturale ambientalista grazie al quale l’isola non è diventata il cementificio come purtroppo è accaduto alle altre Canarie e ha mantenuto, pur sviluppandosi, questo suo fascino incontaminato, che l’ha fatta considerare una sorta di isola magica, con i suoi colori  contrastanti , col suo cielo che anche quando è solcato dalle nuvole è di un azzurro intenso, con le sue case bianche basse, uniche   macchie   di colore insieme alle poche palme in mezzo al nero e al rosso scuro della terra vulcanica.

È vero, Lanzarote è un’isola magica dove anche il grande scrittore José Saramago si trasferì e la sua casa, accogliente, piena di libri e di ricordi ha un giardino intimo da cui si vede l’oceano. Vedi, tu hai fatto una scelta forse incosciente, ma sicuramente coraggiosa e oggi hai la fortuna di aver realizzato un sogno e di vivere anche tu in un posto meraviglioso. Dimenticavo, anche Omar Sharif era venuto a vivere a Lanzarote in una casa stupenda scavata nella roccia. Insomma sei in buona compagnia. A proposito, com’è la vita culturale a Lanzarote, ti sono mancati il teatro, il cinema, i concerti?

Inizialmente queste cose ci sono mancate ma da qualche anno a questa parte la comunità di Lanzarote ha ristrutturato varie strutture pubbliche che sono diventate sede di presentazioni di libri, di performances teatrali, di concerti, ci sono alcune sale cinematografiche e naturalmente, come hai visto, molti musei interessanti e le meravigliose case di artisti che hai citato prima. La vita culturale è dunque vivace tutto l’anno ma d’estate si animano molti spazi all’aperto nella zona della Geria, dove ci sono le cantine del famoso vino canario e vengono organizzati molti spettacoli di musica jazz e popolare, molto apprezzati dai turisti e veri e propri festival musicali.

Allora puoi affermare, senza timore di essere smentita, che a Lanzarote hai realizzato un sogno e che l’Italia non ti manca? E consiglieresti, ancora oggi, ad una donna che da sola o “accompagnata” volesse dare una svolta alla propria vita, di trasferirsi qui, nella terra del fuoco?

Visto che mi hai chiesto la massima sincerità, devo proprio dirti che l’Italia non mi manca, la mia famiglia viene spesso a trovarmi, io ci vengo una volta all’anno, ma ti confesso che non vedo l’ora di tornare alla mia isola, perché mi mancano la luce, il cielo chiaro e anche il vento e il mare. Per cui non sono la persona più obiettiva nel dare consigli! Io ho fatto una scelta di cambiamento a 44 anni e oggi dopo quasi 11 anni ho ancora dei progetti nuovi da realizzare qui, per cui se si ama questo clima, questa terra e ovviamente si parla spagnolo e anche inglese c’è ancora margine di creare qualcosa di lavorativamente interessante. Ovviamente non è facile trovare alloggi in affitto ma c’è grande richiesta di lavoro e con una buona preparazione e previa organizzazione, se non ci abbatte alle prime difficoltà io credo che si possano ancora…avverare i sogni!

Ma Cristina alla fine dell’intervista mi dici che hai dei nuovi progetti? Adesso me li devi anticipare!

Ma non ti sfugge niente! Nel descrivere la mia vita prima di Lanzarote hai sottolineato che ho sempre avuto un grande interesse per la filosofia, ma che non ero riuscita a studiarla, così, grazie al tempo libero che questo lavoro mi lascia e alla vita tranquilla che si fa in questo posto dove lo stress  è uno sconosciuto, ho cominciato a studiare i fondamenti della filosofia orientale e  le nuove tecniche olistiche  finalizzate ai massaggi facciali giapponesi kobido, che sono un’assoluta novità in Europa e quindi il terreno è ancora vergine qui a Lanzarote.

Da imprenditrice nel ramo del turismo a imprenditrice nel ramo dell’estetica. I sogni non finiscono mai, come si afferma anche nell’introduzione al mio Blog!  A presto, CristinaChi sono 

  Chi volesse contattare Cristina Ghirardelli può scrivere una email al seguente indirizzo: cristinaghirardelli@gmail.com