Donne Etrusche: Libertà e Matriarcato

Storie di donne 12 di Giosanna Pigoni

Persiste la leggenda (o mito) che si riferisce alla esistenza nella antica Etruria del Matriarcato, perpetuando l’idea di una civiltà etrusca come una civiltà femminea legata al culto della fecondità della terra della” grande madre”. Gli indizi sono vari, anche se discutibili: il primo documentato nelle varie necropoli, a Tarquinia e in altri luoghi di sepoltura, è il ruolo che nello stato civile era tenuto dal matronimico, cioè dal nome della madre. Infatti, mentre la formula onomastica latina menzionava, dopo il prenome e il gentilizio e prima del cognomen soltanto il nome del padre (MARCUS TULLIUS,MARCI FILIUS, CICERO) quella etrusca comportava sempre il gentilizio della madre, al punto da sopravvivere anche alla romanizzazione, come attestano iscrizioni di epoca imperiale (AULUS PAPIRIUS, LUCI FILIUS, ALFIA NATUS).

Una cosa è certa: rispetto alla società del mondo classico fortemente androcentrica e maschilista il “femminismo” della società etrusca è un dato di fatto, tralasciando le diatribe tra Erodoto, Teopompo e altri storici. Il pater familias faceva le leggi ma la mater familias aveva da dire la sua che spesso era anche l’ultima. E che dire di un’altra leggenda, quella della licenziosità delle donne etrusche, della spregiudicatezza dei costumi che hanno fatto apparire gli Etruschi cultori della libertà sessuale e persino dell’amore di gruppo?

Scrive lo scrittore greco Teopompo ( IV sec. a.C.):

“[…]presso i Tirreni le donne sono tenute in comune,[…] hanno molta cura del loro corpo, si presentano nude , spesso tra uomini, talora fra di esse in quanto non è disdicevole mostrarsi nude. Fanno all’amore con ospiti e vigorosi giovani talora alla presenza gli uni degli altri ma più spesso circondano i loro letti di paraventi di rami intrecciati…”

Partecipavano assiduamente, a livello delle buone famiglie, a tutte le manifestazioni della vita pubblica e privata: banchetti,spettacoli cerimonie sacre, giochi e gare atletiche come documentato in tanti monumenti e pitture tombali.

Le amiche