Fotografia e Lingua: L’Impatto di Paul Scheuermeier sull’Italiano

Normalmente eccezionali

Allora, negli anni venti del Novecento si aggirava per l’Italia centrosettentrionale un linguista svizzero, Paul Scheuermeier, con l’intento di rilevare le differenti pronunce e contribuire a un Atlante fonetico della lingua italiana. In particolare, si occupava dei vocaboli relativi alla vita domestica e al lavoro contadino.

Posso solo immaginare come avrebbe reagito un personaggio come la mia bisnonna, bracciante, intenta a cuocere il pane, mentre gettava il becchime alle galline e sorvegliava il ragù e la figlioletta (le donne sono sempre state multitasking, è un fatto). Ecco, come avrebbe reagito l’ava, dotata di quel brutto carattere che è tratto ereditario, all’arrivo dello svizzero baffuto, con le brache di fustagno alla zuava, in sella alla moto con sidecar, taccuino in mano, che le avesse porto un setaccio o un mestolo chiedendo “Come chiamare foi qvesto?”

Eppure, nonostante qualche resistenza da parte dei soggetti intervistati, alla fine Scheuermeier ha contribuito all’imponente atlante linguistico che si prefiggeva, associandolo a un ricco fondo fotografico, giacché era anche eccellente fotografo.

I contadini si mettevano in posa, per lui, spesso con i vestiti della domenica, insieme ai figli riluttanti ed esibendo le loro attrezzature. Nella foto in calce si vede una ragazza di Loiano, nella montagna bolognese, che riesce a mostrarsi insieme timida e fiera, accanto a una sontuosa sfoglia, come da quelle parti si chiama la pasta all’uovo. Non sarà il record Guinness, ma è una signora sfoglia, forse una decina di uova senza buchi, strappi o rappezzi apparenti.

Di questo son capaci le donne: non han tempo da perdere a cimentarsi nei record mondiali, ma stupiscono con realizzazioni ugualmente spettacolari, che si tratti di una sfoglia gigante, di picchettare i sopracuti della Regina della Notte, di pubblicare 160 articoli su quotidiani in meno di tre anni, di dattiloscrivere 400 battute al minuto. La ragazza di Loiano sorride stile Gioconda, cioè appena appena. Forse pensa: “Ne so fare tante altre di cose, io”. Ci vorrebbe uno Scheuermeier che documentasse le prodezze di cui sono tuttora capaci le donne, oggi.

Presso l’Istituto di Lingua e Letteratura italiana dell’Università di Berna è conservato l’archivio, contente le schede e le fotografie relative al lavoro di Scheuermeier. La banca dati è consultabile all’indirizzo:   italiano.unibe.ch/servizi/archivio_ais