Le Donne e il Voto: Una Storia di Lotta

Storie di donne 8 di Biancastella

Le donne al voto

Non è un titolo da statistica elettorale dei giorni nostri ma quello dell’arguto redattore di una rubrica che faceva molto successo nel primo anno di vita (1885) del nostro “Il Resto del carlino”: Sprizzi sprazzi spruzzi . La teneva uno dei fondatori del quotidiano, Padovani, per esprimere le opinioni del giornale e commentare l’attualità con ironia e talvolta con toni di satira politica anche nei confronti di altre nazioni. Come sappiamo una delle prime rivendicazioni del movimento femminista, nato in Inghilterra, fu il diritto al voto e le signore di Langham Place, che già dal 1866 si erano costituite in comitato per il suffragio alle donne, erano chiamate con tono derisorio “suffragette”. L’eco di queste battaglie con tutto il dibattito politico che ne seguiva era giunto anche al nostro quotidiano e Padovani, per commentarlo, inserisce nella sua rubrica, questo caustico trafiletto:

“ A proposito della votazione del progetto che accorda alle donne indipendenti il diritto di voto(Women’s franchise Bill), i giornali inglesi osservano che in Inghilterra, ove il numero delle donne supera di un milione quello degli uomini, la cifra delle donne non maritate o vedove che vivono di rendita propria o del frutto del loro lavoro e che avranno per l’avvenire diritto al voto, è considerevole. Una signora di questa categoria scrisse una volta a un giornale: Sono proprietaria di due strade. Il mio cocchiere e il mio domestico che non posseggono nulla hanno il diritto elettorale e io no. È probabile che la camera dei Lord non sollevi obiezioni contro quella riforma, sperando i conservatori che le donne votino in loro favore”.

L’articolo è del 25 febbraio 1886, il voto alle donne in Inghilterra fu concesso nel 1928 e in Italia, lo abbiamo ricordato in un precedente articolo, solo nel 1946.Storie di donne