La poesia 10

Oia (Santorini)

Crepitio di stelle 
e luci calde sulla caldera
quasi braci nel buio
di un’eruzione recente…
ma all’alba nella pace
le case di calce bianca,
gabbianelle appollaiate sulle rocce,
si tingeranno di rosa,
e si accenderanno le sfumature
delle chiassose, invadenti bouganvilles…
Ora dopo ora aumenterà la calura,
il mare, immoto,
diventerà un accecante, immenso lapislazzulo
e quella sfumatura di cobalto, così satura,
rimarrà per minuti sullo sguardo
annullando la percezione di ogni cosa…
Poi ci sarà il rosso del tramonto
con i pensieri del viaggiatore stanco
e poi la sera
e poi di nuovo l’alba,
si spera,
finché il genius loci
crudelmente con pensiero funesto
non cambierà il colore della caldera
e quel paradiso presto sparirà
sprofondando nel mare profondo
dei misteri.
Ritangela Tomasicchio composuit il 30 maggio del 2024.

Novembre a Lodi 

Nei campi fuma la malia della nebbia
e tutto avvolge delle antiche mura
la solitudine.
A stento vive nel cotto una debole nota
di calore.
E, nell’ ovattato silenzio,
si sopiscono gli orizzonti orlati
di poetiche trine.
È allora che i ricordi nostri salgono rampicanti
al cuore.
Smemorata raccolgo le infinite briciole
del tuo amore
perdendomi leggera ospite,
 tra sospiri e nuvole
di calde lenzuola.
E, nel confuso andare per i giardini fatiscenti
del tempo
o nel ricordo suo migliore,
vedo, giacenti,
intatte,
le sculture avvinte
o i fantasmi suadenti
del nostro immutato AMORE.
Ritangela Tomasicchio composuit  2011


Il Carnevale dei fantasmi a Venezia

L’obliquità e la liquida indecisione
appannano i pensieri e le età
nel cristallo del gelido vento.
E se la solitudine gonfia l’intonaco
che polvere fina diventa,
sui muri antiche effigie appaiono,
prima che il tempo cancelli i loro confini…
sul nulla,
e quei colori in una nuvola incerta si perdano
nel tramonto di brace e…
nell’acqua.
Dai ponti, limpide e dolci le sfumature:
un duplicarsi di realtà e parvenze
serialmente confuse all’infinito.
Ora e per sempre, nella ciclicità dell’evento,
il silenzio padrone di case
invase da ombre lunghe e ricordi,
partorisce echi e presenze
attese da gondole stanche…
L’epilogo, infine, si compie
nelle maleodoranti bocche dei palazzi
saziate da mucillagine d’immota laguna,
ove l’eternità raduna ad uno ad uno
solo chi conosce l’approdo lento alle torce,
quali segnali di antiche passioni e lussurie
sui veroni dei palazzi che resistono
al tempo.
Ritangela Tomasicchio composuit forse nel lontano secolo scorso.La poesia