La poesia 9

Mattinata

Nel ricordo…
una romanza ed il risveglio
al suono argentino
di un vecchio mandolino.
Risveglio
per principesse d’altri tempi
con una nonnina
traballante musicista
dietro la porta di una camera
di sogni e d’avvenire.
Per lei pochi sogni
e tanto lavoro.
Per noi da lei l’augurio
di luccichii alle dita di abili pianiste
e amori veri
di uomini fedeli…
E così con pensieri ed azioni
la nostra novantenne
precorreva i tempi
indomita
ed antesignana femminista.
Ritangela Tomasicchio composuit in Bari il 4 maggio 2024



Leggenda, poesia o gioco solitario di pura fantasia?

La festa patronale

Ora riposa il Santo dopo la passeggiata
con gli ex-voto ondeggianti
a ritmo gioioso di banda.
Con l’ultimo fiore nel cielo
si spegne, in mille scintille, la festa
e si calmano i bimbi, i cani ed i pesci.
Nel frettoloso ritorno,
l’allegra fiumana si spande nei vicoli
e, dopo il sacro, si volge al profano…
E sul mare ritorna la magia
di un silenzioso lirismo.
E la luna piena, invidiosa,
oscura le stelle per avere il mare per sé.
Illuminato da quei misteriosi bagliori
un dondolio di barche s’adegua
al monotono ritmo della risacca
che rinfresca gli animi
e sulla battigia ad ondate spumeggia.
Godono le colline ingioiellate
per le feste dei sensi,
ma là, sul monastero, solo una finestra riluce…
Smania la monachella come falena impazzita…
Non riconosce gli aviti spazi,
né più sente puzzo di morte,
ma ostinato profumo di gelsomini
e odori di amori negati…
Improvviso giunge l’inganno…
Da una piccola barca sale il canto di sempre,
ammaliatore, luciferino.
E come sempre un volo…
Un volo nell’oscuro velluto,
un volo da stella cadente
che non raggiunge mai il mare…
Piange di nascosto il Santo
sui soprusi alle donne
di allora e di sempre.
Ritangela Tomasicchio composuit ad Ischia Ponte nel settembre del 2015 durante la festa del patrono dell’isola, San Giovan Giuseppe,
rischiando di essere colpita da un fuoco d’artificio (gioiosi imprevisti campani).

Le rose del deserto

Un suono, un colore, una parola,
un sogno ricorrente
sulle prime inspiegabile,
all’improvviso fanno luce,
ti trasportano a volte
nel deserto buio ed inesplorato
dell’anima
dove i ricordi si colorano,
con tenui sfumature
di malinconia,
quali rose di gesso
che il vento discopre
e la pioggia delle emozioni
presto in polvere dissolve…
E rimane il mistero
di quei ricordi lasciati
sotto una coltre di sabbia
e nuovamente fuggenti…
E infine non ti conoscerai mai,
non scoprirai mai
il perché degli accadimenti,
ma acquisterai solo la consapevolezza
di essere lì, nel mondo,
per caso.
RITANGELA TOMASICCHIO composuit in Bari il 05 giugno 2024