
Mura, spregiudicata scrittrice di romanzi rosa
Piccola premessa. Mi è capitato in molti casi di notare che alcuni personaggi femminili che avevo riportato “in vita” dopo anni di oblio nelle mie rubriche Le bolognesi nella storia su “Il Resto del Carlino” e Ritratti di fiorentine su “La nazione” fra il 2020 e il 2022, siano stati poi ripresi e riconsiderati da altri quotidiani e riviste. E’ accaduto per Gualberta Beccari, per Alfonsina Strada, per Ondina Valla e l’elenco potrebbe continuare. Ma il caso che mi ha fatto più piacere è stato quello legato alla giornalista e scrittrice Maria Giulia Nannipieri che si firmava Mura, di cui ripubblico qui sotto il mio articolo che uscì il 28 dicembre 2021 sul Carlino. Sono rimasta, infatti, letteralmente senza parole, quando dopo pochi mesi da quell’articolo fu pubblicato il bel libro di Marcello Sorgi, che anche lui riproponeva all’attenzione del pubblico la storia molto particolare – e oggi in cui si parla di censura quanto mai attuale – di questa affascinante donna.

Mura, pseudonimo di Maria Giulia Volpi Nannipieri, è una scrittrice così famosa negli anni 1920 e ’30 da essere considerata una temibile rivale dalla sua contemporanea “collega” Liala. Nasce a Bologna nel 1892 in una famiglia piccolo-borghese che presto si trasferisce prima a Livorno e poi a Milano; Mura inizia qui nel 1912 a lavorare come giornalista, collabora con riviste e giornali, dove, oltre a brevi articoli, pubblica novelle a puntate e romanzi, feuilleton molto popolari che trovavano posto “in appendice”. È allora che la Volpi decide di assumere lo stesso pseudonimo, Mura, di una scrittrice russa di storie a dir poco scandalose. I suoi romanzi rosa, infatti, non erano di ingenuo intrattenimento, sentimentali e in sintonia con i valori dell’epoca, al contrario erano trasgressivi e impudenti. Nel 1919 il suo romanzo “Perfidie”, per il tema dell’amore lesbico, provoca un certo scalpore ma piace molto a Marinetti e influenza il costume e le idee di scrittori e cineasti. Il successo le arride nel ‘21 con “Piccola”, romanzo d’amore che vende un numero incredibile di copie suscitando l’interesse di Liala, indiscussa protagonista della letteratura rosa, che vuole conoscerla, ma poi, ritenendola una rivale, ne parla con toni sprezzanti. Mura continua per tutti gli anni ‘30 a produrre romanzi con notevole seguito di lettrici, attratte dalle storie d’amore travolgenti e intrise di sentimenti forti. Ma proprio nel 1930 esce a puntate sulla rivista “Novella”un racconto che parla di un amore fra una donna bianca e un uomo di colore, seguita poi nel ‘34 dal romanzo “Sambadù amore negro”. È un vero scandalo che arriva sulla scrivania del Duce che, molto contrariato, ordina il sequestro di tutte le copie del romanzo e della rivista che lo aveva recensito. Nonostante che da quel momento fosse sorvegliata dalla polizia politica, Mura continua a pubblicare, anche se con più attenzione ai contenuti che potevano infastidire il regime. Nel 1940, ad appena 48 anni, muore in un incidente aereo, in maniera che destò molti sospetti. Oggi Mura è quasi del tutto dimenticata, ma il suo storico editore Sonzogno ha ristampato alcuni dei suoi romanzi di maggior successo.
P.S. Sorgi ha approfondito, anche se in maniera romanzata, le vicende della scrittrice, in particolare nel suo rapporto col Duce e il regime, non a caso il titolo del volume è : “Mura. La scrittrice che sfidò Mussolini” , Marsilio, 2022.
