Riflessioni Poetiche: Se Tu Fossi

Il sale sulla coda 4 di Marina Zuccoli

Il cinque maggio? Ma neanche…

Ai primi di maggio i blog letterari e maledettamente colti amano ricordare il granitico componimento manzoniano in onore del Corso. Ai miei tempi lo si somministrava in prima media e ancora mi par di vedere la classe undicenne percossa e attonita, incapace di assemblare una costruzione e tampoco una parafrasi. Si narra di solidi dirigenti d’industria che a cinquant’anni si svegliano sudati urlando: “No, il Manzanarre no, per favore!”.

Dunque, siccome la rubrica Il sale sulla coda è alquanto dispettosa, non rivolgerà il pensiero al Sciur Lisander, bensì a un altro poeta, in genere più caro ai liceali per prossimità di carattere. Dalle oziose domande “ma come scriverebbe oggi? E se poi fosse innamorato?” scaturiscono i versi che seguono, nella speranza che se ne evinca l’identità del misterioso destinatario dell’omaggio.

Se tu fossi

Se tu fossi

dichiarazion dei redditi,

tutta ti compilerei,

con biro nera o blu

dal quadro A al rigo trentasei.

Se tu fossi maionese, 

con voluttà ti mescolerei

in senso orario,

senza farti impazzire,

amore mio, giammai.

Se tu fossi camicia,

con grande cura ti stirerei,

accarezzando il colletto e

passando lieve tra un bottone e l’altro,

temperatura media, appretto mai.

E s’io fossi Cecco,

come sono e fui,

farei il pagliaccio

per un tuo sorriso

e per incatenar tosto

gli occhi miei nei tuoi.