Maria Quilici : la Giornalista con le ali

Storie di donne 3 di Biancastella

Fra le giornaliste italiane, purtroppo meno note dei loro colleghi, ce n’è una che è stata una vera pioniera: Maria Quilici, che amava farsi chiamare familiarmente Mariula. Nel 1929 la prima compagnia aerea civile italiana, la SAM-Società Aerea Mediterranea, la nominò capo ufficio stampa e tre anni dopo, la Quilici fondò e diresse la rivista “Volandum est”, facendosi largo fra tecnici, piloti ed esperti di aeronautica, ambiente tradizionalmente maschile.

Maria era nata a Firenze nel 1898 si era laureata in lettere all’Università di Roma e aveva esordito nel 1921 collaborando con “Il Tempo” e con “Il Resto del Carlino”, passando poi al “Corriere padano”. Sin dal 1926 si era dedicata all’aeronautica, che non abbandonò praticamente mai. Dalla SAM, chiusa nel 1934, passò, nel ’35 e fino al ‘43 alla prima compagnia aerea statale Ala Littoria, ne divenne ancora una volta capo ufficio stampa e proseguì a dirigere la rivista che aveva fondato, cambiandone il nome in “Volandum”.

La guerra, poi, impose la militarizzazione dell’aviazione civile e Maria dovette cessare il suo lavoro, ma nel 1946 fu chiamata nuovamente ad assumere la responsabilità dell’ufficio stampa della rinata Alitalia e vi rimase ininterrottamente fino al 1963, dirigendo anche questa volta la rivista “Freccia alata”, senza, però, nascondere il suo nome, come era accaduto nel’29. E anche quando andò in pensione, continuò a scrivere di aeronautica, collaborando col “Messaggero”, col “Sole 24 ore” e con riviste specializzate. Riteneva, infatti, che anche il suo lavoro di giornalista potesse essere utile, come “una pietruzza”, a far conoscere l’aviazione, una branca del trasporto così importante. I suoi articoli, i suoi scritti, rappresentano, dunque, anche una documentazione storica importante, dal momento che Mariula aveva assistito alla incredibile trasformazione degli aeroplani da semplici macchine volanti di tela e legno a potenti aviogetti e ne aveva raccontata la storia dalla nascita agli sviluppi degli anni ’60. Ha scritto di lei, donna vivace ed energica nel suo aspetto minuto, buona e generosa con tutti quanto tenace nel suo lavoro, Bruno Velani, nella prefazione al suo ultimo libro – oggi distribuito gratuitamente in edizione digitale –: “Mariula ha amato l’aviazione perché l’aviazione si identificava con il suo spirito avido di conoscenza, di sacrifici e di dedizione”. Oggi di lei ci resta, dunque, questo bel volume: “Quarant’anni di aviazione civile 1931-1971”, che raccoglie quasi tutti i suoi articoli, racconto “in diretta” di una giornalista testimone di un’epoca straordinaria.